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Tribunale - Si difende il 31enne trascinato in tribunale da due ex - "Trattavo lei è sua figlia come principesse", ha detto - È in carcere da oltre un anno

“Durante il sesso voleva che la prendessi per il collo, fui io a dire basta”

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Bassano Romano

Bassano Romano

Bassano Romano – Schiavizza due fidanzate, entrambe italiane, una minorenne, che lo lasciano e lo denunciano. Doppio processo per un trentenne d’origine marocchina residente a Bassano Romano, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati.

Ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei è ripreso con l’esame dell’imputato da parte della difesa il processo per stalking, rapina, lesioni, violenza privata e violenza sessuale ai danni di una 23enne di Viterbo, con cui si è fidanzato a novembre 2017. Parte civile la ex, assistita dall’avvocato Luigi Mancini.

Una storia complicata, sfociata il 10 marzo 2018 nell’arresto dell’imputato, tuttora in carcere per questa causa e giunto in tribunale scortato dalla polizia penitenziaria di Mammagialla.

Secondo l’accusa, il trentenne l’avrebbe riempita di botte, le avrebbe sputato addosso e l’avrebbe costretta a rapporti sessuali. Inoltre l’avrebbe perseguitata e rapinata del cellulare. 

“Non mi importava del telefono, ma dei video e delle foto intime nostre al suo interno, volevo cancellarle”, ha detto il giovane, un 31enne parlando di un colpo di fulmine e dicendosi profondamente innamorato.

“Mi aveva anche presentato la sua bambina, trattavo entrambe come principesse”, ha spiegato, raccontando come dopo appena due settimane convivessero e come a capodanno 2018 stessero cercando casa insieme a Roma.

“Facevamo sesso di frequente, per il suo compleanno, il 28 dicembre, ho preso una stanza d’albergo a Viterbo. Siamo stati chiusi dentro a fare l’amore per tre ore”, ha sottolineato.

“Facevamo sesso molto spinto, a lei piaceva che la prendessi per il collo, sono stato io a dire basta perchè, nella foga, avevo paura di farle male”, ha aggiunto.

È finita male una sera che lei era andata in disvoteca: “Mi ha mandato un video girato nel bagno del locale con un’amica, in cui mi diceva ‘fottiti, stronzo’. Sono passato in discoteca e lo detto ‘ti aspetto sotto casa’. Lì mi ha buttato per terra lo scooter, ha fatto una scenata, poi siccome rivolevo il telefono che io le avevo regalato si è buttata per terra chiedendo aiuto. Un ragazzo che passava mi ha detto ‘stai attento, guarda che queste per molto meno ti mandano in galera’. Il mio telefono poi l’ho spaccato, così foto e video non li avrebbe visti nessuno. E sono finito in galera”

Una testimonianza lunga e sofferta, quella dell’imputato, che avrebbe voluto raccontare ogni particolare della contrastata relazione, durata appena qualche mese, per cui è a Mammagialla da oltre un anno.

“Tra noi era scoppiato un gran colpo di fulmine, ero davvero profondamente innamorato”, ha ribadito più volte il 31enne.

Il processo è stato rinviato al 23 aprile per la discussione e la sentenza.


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20 marzo, 2019

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