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Viterbo - Consiglio comunale - Il sindaco Arena sulla ex chiesa della Pace finita tra i beni da vendere - Ritirato l'emendamento di maggioranza saltano tutti gli interventi programmati

“Sono dispiaciuto è stato un errore”

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Viterbo - Consiglio comunale - Evangelista e Arena

Viterbo – Consiglio comunale – Evangelista e Arena

Viterbo – (g.f.) – “Sono molto dispiaciuto”. A guardarlo, il sindaco Giovanni Arena, dispiaciuto sembra e pure molto, dopo che è saltato fuori come nel piano d’alienazioni ci fosse finita pure la ex chiesa della Pace. La sede dei facchini di santa Rosa.

Una figuraccia epica per la maggioranza che è caduta dalle nuvole, dopo i dubbi di Letizia Chiatti (Viterbo 2020) e le richieste di spiegazioni da parte di Giacomo Barelli (Viva Viterbo).

Al centrodestra non resta che fare una clamorosa retromarcia. Ritirare l’emendamento da oltre 4 milioni di euro di beni da vendere per realizzare progetti, come l’interramento della ferrovia.

Ritirato l’emendamento, addio sogni di gloria. “Sono molto dispiaciuto – spiega il sindaco Giovanni Arena – ci può essere stato un errore. Il numero 4 della piazza in tutti i documenti del comune corrisponde a un locale del valore di 19mila euro, invece appare chiaro che corrisponda alla ex chiesa della Pace”.

Di conseguenza: “Non ci sono i presupposti per andare avanti con l’emendamento”.

Si alza Paolo Bianchini (FdI) per proporre il ritiro. “Né il sottoscritto e nemmeno un consigliere di maggioranza – insiste Arena – ci saremmo mai immaginati di alienare. Un bene così importante per la città”. Concetto ribadito da Bianchini.

“Nessuno si è mai sognato di mettere in vendita il luogo dove si fanno le prove di portata – osserva Bianchini – è spiacevole che ci siano speculazioni. L’emendamento propongo di ritirarlo. Nessuno si sogni di dire che questa maggioranza vuole andare contro i facchini di santa Rosa”.

Giacomo Barelli lo frena: “Avete fatto bene a ritirarlo – osserva Barelli – ma non speculiamo. Dovreste ringraziare la consigliera Chiatti che si è accorta”.

Resta in piedi l’altro aspetto: “Abbiamo ragionato su un falso – osserva Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) – un atto ufficiale presentato e protocollato è stato corretto con un tratto di penna. Non conforme alla copia presentata”.


– “Il comune vuole vendere la sede dei facchini di santa Rosa”


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11 aprile, 2019

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