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Viterbo - A lanciare l'appello a regione, prefettura e Ferrero sono Famiano Crucianelli e Antonella Litta del bio-distretto della via Amerina e delle Forre - Questa mattina la conferenza in provincia

“Fermiamo la monocoltura delle nocciole”

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Viterbo – “Fermiamo la monocoltura delle nocciole”. A dirlo chiaro e tondo a regione, prefettura e Ferrero sono Famiano Crucianelli e Antonella Litta. E lo hanno detto questa mattina. In conferenza stampa, a palazzo Gentili, sede della provincia, a Viterbo. Fanno entrambi parte del bio-distretto della via Amerina e delle Forre che ha organizzato l’incontro. Il primo è presidente, la seconda sta nel comitato scientifico oltreché nell’associazione medici per l’ambiente.

“La monocoltura delle nocciole va fermata – ha esordito subito Crucianelli -, ed è fondamentale trovare una via di discussione e dialogo con chi è coinvolto altrimenti la frattura sociale è inevitabile. Tutti dobbiamo essere consapevoli della gravità della situazione”.


Viterbo - Famiano Crucianelli e Antonella Litta

Viterbo – Famiano Crucianelli e Antonella Litta


Il problema sono le nocciole. Nello specifico il piano della multinazionale Ferrero che prevede un aumento delle coltivazioni nella Tuscia nei prossimi anni. Il titolo della conferenza convocata dal bio distretto è “Io nocciolo del problema”.

“La monocoltura – ha aggiunto Crucianelli – va fermata sia laddove è affermata, come sui monti Cimini, sia nelle aree dove è iniziata un’espansione pressante, ad esempio nella bassa Tuscia. E va fermata non solo perché stiamo determinando una monocoltura che fa male al territorio, ma perché si tratta di una coltura, quella delle nocciole, che comporta chimica e spreco d’acqua”. 

 

 

Un appello e gli interlocutori ai quali Crucianelli e Litta si rivolgono sono tre. Regione, prefettura e Ferrero.


Viterbo - Famiano Crucianelli

Viterbo – Famiano Crucianelli


“Alla regione – spiega Crucianelli – chiediamo che non vi siano più finanziamenti per nuovi impianti di nocciole. Chiediamo poi un aumento dei fondi per il biologico e un sostegno per aiutare a riconvertire dalle colture tradizionali al biologico. Chiediamo infine misure straordinarie per il lago di Vico, perché non vogliamo accompagnare il feretro al campo santo senza dire nulla. Dalle parti del lago anche gli ultimi centimetri liberi stanno stanno per essere occupati delle nocciole. Un appello che rivolgiamo innanzitutto al presidente della regione, poi agli assessorati all’agricoltura e alla sanità. Oggi manderemo una lettera direttamente in regione”.

L’altro interlocutore è il prefetto. In tal caso si tratta di pesticidi. “Il prefetto – ha sottolineato Crucianelli – ha di fronte a sé il compito di ripristinare la legalità per quanto riguarda i pesticidi. La situazione che caratterizza le campagne è dissonante rispetto alla normativa italiana ed europea. Il prefetto deve ganatire il rispetto delle leggi. E non è una cosa banale. Abbiamo anche scoperto che ci sono depositi clandestini di pesticidi”.


Viterbo - Antonella Litta

Viterbo – Antonella Litta


Infine la Ferrero. “Lo abbiamo detto più volte – precisa Crucianelli -. Noi non siamo contro le nocciole, che sia chiaro. La nocciola è una grande risorsa per il nostro territorio. Anzi, è anche sottovalutata. Noi vogliamo però che a occupare il mercato sia la qualità. Per poter raggiungere questo obiettivo la Ferrero deve fare due cose. Aiutare a ripristinare la biodiversità in questo territorio e aprirsi al biologico. Ultima cosa. Noi non siamo una colonia e non possiamo essere trattati come tali. Rischiamo infatti che non vi sia alcuna differenza con un paese del terzo mondo da cui si prende la materia prima per poi realizzarla e trasformarla altrove. Come sta accadendo anche sul nostro territorio”.

“Siamo ancora in tempo per cambiare rotta – ha concluso Litta – ma serve un cambio di paradigma. Siamo a un bivio e dobbiamo essere consapevoli che le scelte che facciamo oggi ipotecano il futuro. Per evitare il peggio dobbiamo trovare un’armonia tra gli interessi del territorio e quelli economici”.

Daniele Camilli


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10 aprile, 2019

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