Bassano Romano – (sil.co.) – Protesta per la contravvenzione, la vigilessa lo denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
I fatti risalgono al 6 agosto 2015. “Zoccola, mignotta, mo’ te vengo a da’ du’ pizze, ti metto sotto con la macchina, ti stacco la capoccia”. Sarebbero le parole proferite dall’imputato contro la presunta vittima, nella concitazione della protesta per la contravvenzione.
Una multa per divieto di sosta che l’uomo, un dipendente del Vaticano, avrebbe beccato nell’arco dei pochi minuti in cui sarebbe salito in casa, al ritorno dal lavoro, per recuperare la consorte con la figlioletta, il passeggino e altre attrezzature per il bebè, quindi ripartire in auto con la famiglia.
Nei giorni scorsi il giudice Giacomo Autizi avrebbe dovuto sentire sia la vittima che l’imputato per poi chiudere il processo. Invece è emerso un vizio nella costituzione delle parti, per cui il procedimento è tornato indietro, all’udienza di ammissione delle prove. E a sorpresa la vigilessa, assistita dall’avvocato Patrizia Falsino, si è costituita parte civile, intenzionata a ottenere un risarcimento dei danni. Un imprevisto colpo di scena che va ad aggravare la posizione dell’imputato.
In queste vesti, e non solo come parte offesa, sarà quindi sentita il prossimo 6 febbraio, quando il processo, di fatto, ricomincerà daccapo.
Secondo l’accusa, l’imputato, difeso dall’avvocato Noemi Palermo, avrebbe fatto anche il verso di investirla con l’automobile, minacciando e insultando pesantemente l’agente della polizia locale del comune di Bassano Romano.
– Protesta per la contravvenzione, la vigilessa lo denuncia
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