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Prefettura - Tavolo fitofarmaci - Anselmo Filesi della Cia lancia l'allarme - All'incontro di ieri al palazzo del governo istituzioni, organizzazioni, sindaci e associazioni

“Fitofarmaci, la gente ci accusa di inquinare l’ambiente”

di Daniele Camilli
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Viterbo - Il tavolo sui fitofarmaci

Viterbo – Il tavolo sui fitofarmaci

Viterbo - Il tavolo sui fitofarmaci -  Anselmo Filesi

Viterbo – Il tavolo sui fitofarmaci – Anselmo Filesi

Viterbo - Il presidente della provincia con i sindaci dei Cimini

Viterbo – Il presidente della provincia con i sindaci dei Cimini

Viterbo - Il tavolo sui fitofarmaci

Viterbo – Il tavolo sui fitofarmaci

Viterbo - Andrea Di Sorte

Viterbo – Andrea Di Sorte

Viterbo - Eugenio Stelliferi

Viterbo – Eugenio Stelliferi

Viterbo - Danilo Piersanti

Viterbo – Danilo Piersanti

Viterbo - Pietro Paris

Viterbo – Pietro Paris

Viterbo – “Abbiamo paura. Perché veniamo dipinti come quelli che inquinano il territorio. Abbiamo paura delle persone, per come possano reagire nei nostri confronti”. Ad aprire le danze è Anselmo Filesi della Cia di Viterbo, l’organizzazione professionale degli imprenditori agricoli, che assieme a Coldiretti e Confagricoltura, assieme ad altre sigle sindacali, ha partecipato al tavolo sui fitofarmaci nella Tuscia voluto dal prefetto Giovanni Bruno.

Un tavolo che nelle prossime settimane avrà il suo bel da farsi. Il nome che gli è stato dato è “Commissione di studio sulle problematiche derivanti dall’uso e abuso dei fitofarmaci”. Perché quello dei fitofarmaci è un problema enorme e complesso. Perché la Tuscia è una provincia per la sua quasi totalità rurale, perché gli agricoltori usano i fitofarmaci e perché attorno a questa problematica ruotano fatturati che non riguardano solo i fitofarmaci in quanto tali, ma anche e soprattutto la produzione agricola. Infine, c’è anche l’investimento fatto dalla Ferrero. Per aumentare la produzione di nocciole sul territorio della Tuscia. Cosa che per le associazioni ambientaliste significa pure un aumento dell’uso dei fitofarmaci..

Ieri pomeriggio, nonostante si fosse trattato di un incontro di presentazione, gli animi si sono subito schierati e scaldati. Al tavolo, presieduto dal prefetto Giovanni Bruno, ci sono anche Danilo Attard Barbini dell’istituto superiore di sanità, Pietro Paris e Dania Esposito dell’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il colonnello Marco Avanzo del comando del gruppo carabinieri forestali di Viterbo, Giuseppe Paduano del dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile, Cinzia Morgia del consiglio per la ricerca in agricoltura e Leonardo Varvaro dell’Università degli studi della Tuscia. Ieri si sono aggiunti anche io deputato Mauro Rotelli e la consigliera regionale Silvia Blasi. Il primo di Fratelli d’Italia, la seconda del movimento Cinque stelle. In sala anche Claudio Bernini, ex deputato dei grillini.

Davanti a loro i sindaci, il presidente della provincia Pietro Nocchi, le organizzazioni professionali e di categoria e le associazioni di cittadini.

Gli schieramenti sono stati chiari fin da subito. Fin dalle sedute in sala. Sostanzialmente i sindaci dei comuni dei Cimini, che ruotano attorno al lago di Vico, a destra, e quelli dei comuni che si affacciano sul lago di Bolsena a sinistra.

Da una parte chi chiede chiarezza e tutela per i territori in merito all’uso dei fitofarmaci. Nello specifico i comuni del lago di Bolsena e il sindaco di Gallese. Dall’altra i comuni dei Cimini, quelli del lago di Vico, che puntano invece a difendere l’immagine degli agricoltori e quella delle zone che amministrano. A dare sostegno a quest’ultimi anche le organizzazioni professionali di categoria delle organizzazioni agricole. Nelle specifico, Coldiretti, Cia e Confagricoltura.

Entrambi, a partire dalla normativa nazionale ed europea, sono d’accordo sui controlli da fare e le sanzioni per gli agricoltori e chiunque altro violi le regole. In mezzo il tavolo della Prefettura che dovrà mediare le diverse posizioni, dare il quadro della situazione sull’uso dei fitofarmaci nella Tuscia e coordinare i controlli nei confronti delle aziende che, molto probabilmente, aumenteranno.

“Gli abusi vanno puniti – ha detto Filesi della Cia -. Ma la paura c’è. Rispettiamo le norme, le nostre macchine sono in regola e grazie all’Università della Tuscia, in questi anni sono stati fatti enormi passi avanti. Se però il prodotto non sta dentro certi parametri, noi non vendiamo. Il consumatore poi vuole prodotti belli. Non possiamo fare a meno dei fitofarmaci. Magari ci fosse un’alternativa. In questo momento abbiamo paura. Per i vicini che ci dicono che li inquiniamo. E per come ci dipingono sulla stampa. Per questo è fondamentale abbassare i toni”.

“Il nostro è un settore complicato – ha aggiunto Daniele Ciorba di Confagricoltura -, soprattutto per chi non se ne intende. Il settore dei fitofarmaci è uno dei più vasti. Non c’è un ambito che non sia stato scandagliato. Spero che questo tavolo ci dia una mano”.

Non è da meno Mauro Pacifici di Coldiretti. “La qualità è fondamentale e ogni abuso deve essere punito – ha ribadito Pacifici -. Ci dispiace però quando vediamo che alcune produzioni vengono prese di mira in maniera ingiustificata. Questo è un tavolo dei fitofarmaci in generale per tutte le colture. E non solo per la problematica delle nocciole. Un tavolo che dia una visione generale. Per dare anche serenità alle aziende che ora sono disorientate”.

Poco prima erano intervenuti il sindaco di Gallese, Danilo Piersanti, e il vice sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte. 

“C’è un utilizzo smodato dei fitofarmaci da parte degli agricoltori – ha esordito Piersanti -. Siamo già in ritardo. C’è bisogno subito di controlli”.

Andrea di Sorte punta il dito sulle nocciole. Il comune di Bolsena è stato il primo a vietare ulteriori coltivazioni di nocciole sul territorio. Perché di fatto teme lo sviluppo di una vera e propria monocoltura e l’aumento dell’utilizzo dei fitofarmaci.

“A noi preoccupa la monocoltura delle nocciole – ha detto subito Di Sorte -. E il tema vero è quello dei controlli. I comuni non hanno gli strumenti per farli. Vanno poi coinvolti i comuni del basso ternano, quindi un’altra regione. Perché tutto quello che succede nel lago di Bolsena, questo per le falde, coinvolge anche loro. Serve un’operazione verità. Da parte nostra, difenderemo il lago di Bolsena. Fino all’ultimo”.

A rispondergli è il sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi. Comune che è tra i maggiori produttori di nocciole e punto di riferimento della Ferrero per quanto riguarda le nuove strategie aziendali della multinazionale che prevedono un aumento di 20 mila ettari di alberi di nocciolo nei prossimi anni.

“Qualità dell’ambiente e qualità del prodotto non possono essere separati – ha sottolineato Stelliferi -. Chi pensa che un agricoltore commercializza prodotti nocivi per la salute, ha visto un film. Oggi l’agricoltura è consapevole. Chi sbaglia va invece punito. Ma non si può fare di tutta un’erba un fascio”.

A farsi sentire è anche la voce di chi ieri era seduto al tavolo della sala Coronas. A farlo è stato Pietro Paris. “Il vero problema – ha detto il rappresentante dell’istituto superiore di sanità – è calare le norme sul territorio. I prodotti fitosanitari sono regolamentati in tutte le fasi. E’ vero. Tuttavia i dati più aggiornati ci dicono che i due terzi delle acque superficiali in Italia è contaminato dai pesticidi, così come un terzo di quelle presenti nelle falde sotterranea. Ciò significa c’è qualcosa che non va. Inoltre, a restare fuori dal tavolo devono essere anche le considerazioni di carattere sociale ed economico in merito al lavoro che si va facendo. Prima la conoscenza. Poi le considerazioni. Non solo, ma la cosa peggiore è che nessuno sa ancora dire quale è l’effetto della miscela tra sostanze diverse. Nel corso del tempo ci è capitato di analizzare campioni dove le sostanze presenti erano addirittura cinquanta. Quello che dobbiamo fare è lavorare innanzitutto sull’uso consapevole e sostenibile dei fitofarmaci. E lanosa migliore è farlo senza contrapporre i rispettivi interessi”.

Daniele Camilli


 – Fitofarmaci, iniziati i lavori del tavolo convocato dalla prefettura


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18 giugno, 2019

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