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Viterbo - A prendere la decisione è stata la dirigente del ministero Mibact Margherita Eichberg - "L'intervento deve essere prima autorizzato dai beni culturali" ha scritto

La soprintendente ferma la chiusura del pozzo di San Sisto

di Daniele Camilli

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Viterbo – La soprintendenza archeologica ferma la chiusura del pozzo di San Sisto. La firma è della soprintendente Margherita Eichberg. Destinatari, regione Lazio, prefettura, questura, tribunale, associazione Masse, società Antiche terme romane, società Free Time e comune di Viterbo. Per conoscenza anche ai carabinieri.

La chiusura ufficiale era prevista per oggi. Il colpo di scena è arrivato invece il 21 giugno. Il motivo. “le aree interessate dall’intervento – scrive Eichberg – risultano sottoposte a tutela e pertanto qualsiasi operazione va preventivamente autorizzata”. Quindi, siccome alla soprintendenza “non risulta pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione nel merito, si chiede – prosegue Margherita Eichberg – di sospendere l’inizio dei lavori previsti per il giorno 25 giugno, acquisire la necessaria autorizzazione di questo ufficio, e concordarne le modalità di esecuzione”. Eichberg chiede anche “al comando carabinieri tutela patrimonio culturale di vigilare sull’ottemperanza della richiesta”.


Viterbo - Margherita Eichberg

Viterbo – Margherita Eichberg


Le terme di San Sisto sono un impianto termale risalente all’epoca romana. Visibili ancora i ruderi che caratterizzano lo splendido paesaggio attorno. Così come le zone attorno strada bagni e le campagne che portano verso il lago di Bolsena. Delle terme viterbesi, tra gli altri, scrissero Marziale, Tibullo, Vitruvio, Orioli e Pinzi.

A proposito della zona dove si trovano attualmente le masse di San Sisto, lo storico viterbese Cesare Pinzi faceva notare che “chi dieciotto secoli indietro, moveva da Roma per l’antica via Cassia, ed entrava nella regione detta assai più tardi l’Agro Viterbese, doveva esser colpito da un paesaggio di aspetto tutt’affatto singolare. Lasciati alle spalle i pittoreschi gioghi del Cimino e degradando giù a valle dalla stazione di Foro Cassio (ora Vetralla) fino al Fondo Paliano, vedeva stenderglisi dinnanzi da oriente ad occidente, una pianura biancastra, monotona, desolata, chiazzata qua e là di verde e di ciuffi d’una pallida vegetazione, fra cui grandeggiavano le mura di numerosi edifizi termali, di forme e proporzioni le più svariate”.


Viterbo - Terme - Le masse di San Sisto

Viterbo – Terme – Le masse di San Sisto


La regione Lazio nel frattempo ha già pubblicato sul bollettino ufficiale il progetto di chiusura e ricondizionamento del pozzo San Sisto. Passaggio formale prima di procedere all’installazione di una specie di tappo da parte della società Free Time. Cosa che spingerà l’acqua termale in direzione del Paliano, stabilimento in fase di realizzazione qualche centinaio di metri più a nord e in possesso della concessione mineraria.

Nel frattempo, è da domenica scorsa che alle masse di San Sisto manca l’acqua calda. I clienti, avvertiti di volta in volta dai responsabili dell’impianto, sono entrati lo stesso e senza alcun problema. “Non importa – si sentiva dire ieri mattina all’ingresso delle masse – il posto ci piace ed entriamo lo stesso volentieri. Poi col caldo che fa, mettersi in acqua è solo un piacere”.


Viterbo - Terme - Le masse di San SistoViterbo - Terme - Le masse di San Sisto

Viterbo – Terme – Le masse di San Sisto


Sempre ieri mattina, con una nota stampa, Pier Luca Balletti delle società Antiche terme romane precisava che “in data odierna (domenica, ndr) a partire dalle prime ore del mattino si è assistito a una progressiva diminuzione della portata di acqua termale proveniente dal Pozzo San Sisto. Sul posto sono stati chiamati i carabinieri che hanno accertato la mancanza totale di acqua a partire dalle ore 15,30”. “Finora – ha poi aggiunto Balletti – il prosciugamento del foro di San Sisto si è verificato esclusivamente a seguito di pompaggi ben oltre il limite consentito alla Freetime, pari a 15 litri al secondo. Quindi è facilmente presumibile che, anche in questa circostanza, la Free Time abbia pompato un quantitativo di acqua termale molto superiore a quella consentita, contravvenendo quanto previsto nella stessa autorizzazione rilasciata dalla regione Lazio, che prevede che il pompaggio massimo può essere superato solo per il tempo strettamente necessario ad eseguire i lavori sul pozzo di San Sisto”.

Daniele Camilli


Articoli: “Masse di San Sisto, i carabinieri hanno accertato la mancanza d’acqua…”Chiudono le masse di San Sisto


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25 giugno, 2019

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