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Sport - Calcio - Serie C - Dopo l'appello dei tifosi Piero Camilli interviene per fare chiarezza sul futuro del club - L'imprenditore conferma alcune richieste non andate a buon fine: "Tutti avventurieri"

“Se nessuno si prende la Viterbese non la iscrivo”

di Samuele Sansonetti
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Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli

Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli e i figli Vincenzo e Luciano

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli e i figli Vincenzo e Luciano

Viterbo – Piero Camilli rompe il silenzio al termine di una riunione in un sabato lavorativo.

Gli appuntamenti sono parecchi ma tra un impegno e l’altro l’imprenditore di Grotte di Castro trova il tempo di ricontattare telefonicamente il cronista. Due scambi rapidi sull’incontro dei tifosi che gli hanno chiesto chiarezza e il numero uno gialloblù arriva subito al dunque.

“Ai tifosi voglio bene ma voglio più bene alla mia famiglia” ammette. Riferendosi alla maxi squalifica assegnata al figlio Luciano per la presunta aggressione al presidente dell’Arezzo Giorgio La Cava. Una pena di cinque anni d’inibizione che rispetto ai recenti casi simili sono un’eternità. E che la corte sportiva d’appello, dopo il ricorso del club laziale, ha deciso di approfondire passando gli atti alla procura federale incaricata di far luce sull’accaduto.

Quella della squalifica al vicepresidente, però, è solo una delle motivazioni che stanno spingendo Piero Camilli a lasciare la Viterbese. Che al momento, a otto giorni dal 24 giugno (deadline per la domanda d’iscrizione), rimane in vendita. O meglio, in regalo.

Se non la prende nessuno confermo che non la iscrivo – prosegue Camilli –. I documenti pronti? Chi pensa che stia facendo le cose sotto traccia è in malafede. Semplicemente, è tutto pronto perché se arriverà un acquirente valido troverà le cose a posto“.

Nessun dietrofront, allora. Anche se al momento le proposte arrivate sul tavolo del presidente (tra le quali quella dell’ex presidente dell’Avezzano Gianni Paris) non si sono rivelate opportune.

Tutti avventurieri – spiega Camilli –. Al momento di valido non si è presentato nessuno. Noi abbiamo pagato tutti, i conti sono in regola e la società è sana. Vedremo cosa succederà. Al di là di tutto il discorso è sempre il solito: a Viterbo la serie C non si può fare”.

Samuele Sansonetti


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16 giugno, 2019

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