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Orvieto - I segretari provinciali Palese (Fenealuil), Agostini (Filca Cisl) e Proietti (Fillea Cgil) intervengono sulla morte di Sandro Bacci

“Non è pensabile che un uomo si alzi la mattina e non torni più a casa dal lavoro”

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Sandro Bacci

Sandro Bacci

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ancora una volta si deve registrare la morte di un lavoratore edile, mentre stava compiendo le sue attività lavorative.

Non è pensabile che un lavoratore si alzi la mattina per andare a lavorare per sostenere l’economia familiare e non fare più ritorno a casa.

Lavorare per vivere e non lavorare per morire.

E’ accaduto ieri lungo i lavori sull’autostrada A1, nei pressi di Baschi in provincia di Terni, al lavoratore Sandro Bacci di 57 anni residente a Orte in provincia di Viterbo.

Non possiamo più tollerare simili accaduti.

Lasciamo alla magistratura accertare le cause e le responsabilità, ma gli Istituti preposti alla vigilanza e il controllo, devono aumentare le loro ispezioni, in tutti i cantieri, poiché le dinamiche sono tante, dalla sovrapposizioni della manodopera ai ritmi di lavoro elevati dovuti alla consegna del cantiere ultimato.

Alla famiglia va il nostro cordoglio e sollecitiamo tutti lavoratori ed imprese a vigilare maggiormente ed aumentare il controllo sulla sicurezza, sia nei luoghi di lavoro che per i lavoratori stessi.

I segretari provinciali
F. Palese (Fenealuil)
F. Agostini (Filca Cisl)
C. Proietti (Fillea Cgil)


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5 giugno, 2019

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