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Viterbo - Il caso sollevato dal magistrato Franca Marinelli: "È una cosa disumana"

“11 mesi per una visita a un disabile, dall’Inps mi hanno risposto: ‘Basta che ci sta il sole e il mare’…”

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Franca Marinelli

La giudice Franca Marinelli

Gli sms tra Franca Marinelli e un dirigente dell'Inps di Viterbo

Gli sms tra Franca Marinelli e un dirigente dell’Inps di Viterbo

Viterbo – “Undici mesi per fare una visita a un disabile. Dall’Inps mi hanno risposto: Che vuoi farci? È il sistema italiano. Basta che ci sta il sole e abbiamo il mare”. A sollevare il caso è Franca Marinelli, consigliera di Cassazione, già in servizio al tribunale di Viterbo, che nel 2017 ha seguito, “per sola solidarietà umana – racconta a Tusciaweb -, una pratica di ‘aggravamento di invalidità civile, già riconosciuta da molti anni, di un cittadino di Viterbo, chiedendo ove possibile che fosse effettuata la visita dello stesso in tempi ragionevoli. Tali tempi sono stati di undici mesi. Viterbo su Viterbo”.

Il protagonista della vicenda è un 50enne invalido dalla nascita. “Aveva – spiega Marinelli – un’invalidità riconosciuta al 100%. Da sempre. Ma nel tempo le sue condizioni di salute erano peggiorate. Così, conoscendo la famiglia che mi aveva chiesto un aiuto, mi sono recata all’Inps di Viterbo per informarmi su come potesse richiedere l’indennità di accompagnamento. Ci è stato risposto che la pratica era già stata aperta. Iniziata da un Inps della Campania, dove il signore risiedeva prima di trasferirsi a Viterbo, addirittura quattro anni prima. Dall’istituto della Tuscia hanno comunque assicurato che avrebbero effettuato la visita. Peccato che abbiano impiegato ben undici mesi”.

Eppure, secondo Marinelli, l’iter non sarebbe stato complesso. “L’Inps di Viterbo – evidenzia il magistrato – avrebbe dovuto chiedere la pratica all’Inps campano. E sarebbe bastata una semplice mail. Poi avrebbe dovuto effettuare la visita e mandare la documentazione all’istituto della Campania affinché chiudesse il tutto. Peccato, ripeto, che l’Inps di Viterbo abbia impiegato ben undici mesi. Alle mie rimostranze su tali tempi, un dirigente dell’istituto della Tuscia ha mandato un messaggio sul mio telefonino scrivendo testualmente: ‘Il ritardo, come i processi lunghi. Attendo da 4 anni un ricorso amministrativo rinviato a novembre del 2019. Che vuoi farci? È il sistema italiano. Basta che ci sta il sole e abbiamo il mare! L’importante è la salute! Bacio e pace!'”.

La risposta di Marinelli, sempre via sms, è netta. “Per i processi lunghi – scrive il magistrato al dirigente dell’Inps – c’è l’equo indennizzo! Il mare per i disabili, e lo sai bene, è un sogno!! Perciò né pace, né bene! Prima i loro diritti”.

Oggi Marinelli, anche alla luce della denuncia del dottor Antonio Maria Lanzetti, si chiede: “Un dirigente dell’Inps come si può esprimere in questo modo? È disumano. Il fatto è grave, e non può passare nell’indifferenza. Ha sostenuto, tra le altre cose, che per fare la visita ci siano voluti undici mesi perché questo è il ‘sistema italiano’. Ma il sistema italiano siamo noi, lo creiamo noi”.


Articoli: Roberto Abbatangelo (Inps): “La prestazione economica è stata ripristinata subito dopo la visita…” – Antonio Maria Lanzetti: “Sospeso l’accompagno a malato ai limiti della sopravvivenza, perché… non si è presentato alla visita”


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22 luglio, 2019

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