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Ronciglione - Intervista a Sesto Quatrini, direttore d'orchestra di fama internazionale originario di Ronciglione - La stalker che lo perseguita da 8 mesi e la scelta di rendere tutto pubblico

“Cosa deve fare per mandarla via, mi deve uccidere?”

di Giuseppe Ferlicca
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Il direttore d'orchestra Sesto Quatrini

Il direttore d’orchestra Sesto Quatrini

Il direttore d'orchestra Sesto Quatrini

Il direttore d’orchestra Sesto Quatrini

Ronciglione – “Ho deciso di raccontare tutto per non sentirmi solo”. Sesto Quatrini, compositore e direttore d’orchestra originario di Ronciglione e conosciuto in tutto il mondo, da otto mesi vive con l’incubo di una stalker che lo perseguita. Nonostante il tribunale di Piacenza le abbia proibito d’avvicinarsi a lui. Ma che sia Ronciglione o Roma, Las Palmas o Tokyo, è diventata il suo incubo ricorrente. Anche via social: “Pubblica foto mie, di maiali sgozzati, di terroristi, pistole, immagini della mia fidanzata e dei miei collaboratori”. E proprio via social ha deciso di raccontare tutto. Quatrini non si sente tutelato dalla giustizia e si sfoga: “Perché la rimandino in Giappone cosa deve fare, mi deve uccidere?”.

Come si è convinto a far conoscere a tutti la sua situazione?
“Intanto per la mia sicurezza. Lavoro in posti sempre diversi, è la mia vita. Tutti possono vedere i miei impegni, perché pubblici. Sono un bersaglio facilmente raggiungibile. Se fossi un corista sarei uno su cento, invece sono il direttore, sono uno, quello che sta al centro. Sono riconoscibile, anche per la mia carriera che inizia a essere importante. Chiaro che se vado a San Martino al Cimino, magari lì mi riconosco perché ci giocavo a calcio. Quindi ho voluto avvertire tutte le persone del mio mondo di quanto mi stava accadendo. Così non ho solo i miei occhi e le mie orecchie, ma ho duecento occhi e duecento orecchie”.

Come è cambiata la sua vita negli ultimi otto mesi?
“Ho dovuto modificare il mio stile di vita. Sono di Ronciglione, oggi se sto sul lago con la mia famiglia a mangiare una pizza, mi guardo intorno. Non sono più troppo sicuro”.

Ha avuto ripercussioni sulla sua attività artistica?
“No, io quando dirigo penso a quello che faccio. Ma non le nascondo che è cambiata la qualità della vita pure nel lavoro. Ero a Tokyo per inaugurare un nuovo festival, con Tokyo Philharmonic, la seconda orchestra più importante del Giappone, una situazione prestigiosissima. Io, i miei collaboratori e i cantanti eravamo tutti con gli occhi aperti. La direttrice artistica si è accorta dopo tre giorni che questa donna si aggirava attorno all’hotel. In una città di 35 milioni di abitanti mi ha trovato. Rientrando, una sera si è aperto l’ascensore ed è uscita lei. È stata cacciata. Mi ha trovato a Tokyo. Ha speso duemila euro di biglietto aereo per venire a rompere le scatole a me. Senza parlarmi, perché io ero protetto, avevo guardie del corpo”.

È arrivata fino a Ronciglione.
“Non riesco a capire come sia possibile che nel processo per direttissima celebrato al tribunale di Viterbo, il giudice l’abbia rilasciata, dopo che ha attaccato con un paio di forbici due poliziotti a Ronciglione. Con il processo rinviato a giugno 2020. Non mi sento tutelato. Io sono la vittima, la mia famiglia vive a Ronciglione. Mio padre, mia madre, mia nonna non sono stati avvertiti, non sapevano che questa persona denunciata per stalking fosse lì, in un b&b. Pazzesco. Un giudice a Piacenza ha emesso un decreto d’allontanamento da me e dai miei cari e nessuno li avverte del pericolo. Vuol dire che siamo abbandonati. Oltretutto, questa donna ha l’obbligo di firma a Milano e non si presenta mai. La rintracciano pure a Roma, la mia città, dove risiedo. Nemmeno io sono avvertito e lei è libera di girare e scrivere le cose peggiori su di me, contro la mia fidanzata e i miei collaboratori via social”.

Ha provato a chiedere ai gestori dei vari social, provvedimenti?
“Ho contattato Twitter. Mi hanno rifiutato la richiesta di blocco del profilo. Alla luce di tutto questo mi sono detto: sono da solo e ho deciso di rendere pubblico quello che mi stava accadendo. Anche perché lei scrive a tutti i posti in cui lavoro, il Metropolitan di New York, la Japan Opera Foundation di Tokyo, l’Opera di Francoforte, Petruzzelli, Fenice, tutti i teatri del mondo, dicendo che sono stalkerato dalla mia fidanzata e che la mia fidanzata è la sua stalker. Ribaltando la situazione. Chi ci conosce sa e non ci crede. Ma non tutti mi conoscono, oltretutto io sono un uomo e lei una donna, piccolina, indifesa, lei cantante e io direttore d’orchestra, a qualcuno potrebbe venire un dubbio. Io voglio un paese che mi tuteli. Allora ho fatto scoppiare il caso. Il post ha avuto qualcosa come 50mila condivisioni, Mi sono detto, io devo informare”.

Qualche effetto l’ha ottenuto?
“Tre giorni fa ero a Macerata allo Sferisterio, festival estivo d’opera importantissimo e tutti i critici, giornalisti, persone del settore mi hanno portato la loro solidarietà. Addirittura un giornalista mentre ero nel teatro mi ha fatto presente che fuori c’era una giapponese, chiedendomi se fosse lei. Non lo era, ma ho ottenuto quello di cui avevo bisogno, cioè di non essere solo”.

Una spiegazione del perché questa persona si comporti così se l’è data?
“Lei è una studente lirica e io un direttore d’orchestra e quindi non è un caso. Io con lei ho lavorato, seppure non direttamente. Era una cantante di copertura, quelli a disposizione se qualcuno si ammala, in un’accademia. Io dirigevo lo scorso anno. Non ci ho mai parlato. Giusto un saluto, buongiorno e buonasera. Ho saputo che lei sostiene come fra noi si fosse sprigionata una particolare energia. Non c’è stata nessuna energia. La mia attenzione era assolutamente altrove. È evidente che ha dei problemi”.

Cosa vorrebbe, lei?
“Che sia riconosciuto come questa signora, ospite nel nostro paese, si stia comportando malissimo. Ferendo la vita mia, della mia fidanzata e della mia famiglia, italiani perbene e lo sottolineo dieci volte. Deve essere mandata a casa sua, controllata, perché secondo me non sta bene e va aiutata. Invece è libera di andare in giro. Io sono residente a Roma e lei si tagga in tutti i ristoranti nei pressi della mia abitazione. Che ci sta a fare in tutti i posti dove sono io? Mi sarei aspettato che almeno le facessero una perizia per capire le sue condizioni. Non so cosa mi deve fare prima che un giudice la rispedisca in Giappone, mi deve uccidere?”.

Ha ricevuto molti attestati di solidarietà dopo la sua denuncia.
“Tanti messaggi. Del resto, ho giocato molti anni a pallone a Ronciglione, ho fondato una squadra di pallavolo, ho suonato nella banda del paese, i miei sono conosciuti. Sono un po’ amico di tutti. Fino a quando ero lì ho sempre partecipato al carnevale. Ho fatto il liceo a Ronciglione e ho tanti amici in tutta la provincia di Viterbo. Quando colpiscono un tuo amico è un po’ come se colpissero te”.

Quanto le accade ha a che fare con l’essere un personaggio conosciuto?
“La mia è la denuncia di un uomo normale che non fa una vita normale. Faccio un lavoro particolare, ma la mia è una vita comune. Frequento le città che mi ospitano. Non sono una star riconoscibile da tutti. E come persona normale può capitare a lei, può capitare a tutti. Questa è una mitomane. L’idea era di porre l’attenzione su quanto sta mi accadendo. Se le è stato riconosciuto lo stalkeraggio c’è anche questo pericolo. È andata contro la polizia con le forbici. Se lo ha fatto con loro, perché non potrebbe venire anche addosso a me, visto che sono il suo obiettivo? Non penso che sia così cattiva, ma ritengo che sia in difficoltà e quindi che vada aiutata nel suo paese o anche in nostre strutture. Ma di certo non va lasciata libera di fare quello che fa. Me la sono trovata davanti pure a Las Palmas e mi ha detto: “È stato il destino”. Come il destino? È un’isola sperduta, c’è venuta apposta. Non è che io sia felice di finire sui giornali per questo. Preferisco finirci perché ho diretto bene alla Scala o a Venezia. Non voglio essere compatito da nessuno”.

Giuseppe Ferlicca


Articoli: “Sono vittima di una pericolosa stalker, temo per la mia incolumità” – Prova a colpire un poliziotto a forbiciate


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25 luglio, 2019

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