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Tribunale - Vittima un artista 53enne d'origine tedesca che vive a Chia - L'uomo è pronto a costituirsi parte civile davanti al gup Savina Poli - Indagini della Polpost

Dice all’ex di essere incinta e poi che il bimbo è morto, 48enne indagata per stalking

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Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Quando è lei a perseguitare lui.

Avrebbe minacciato l’ex di suicidarsi, al termine della relazione, poi gli avrebbe fatto credere di essere incinta, quindi gli avrebbe detto di avere partorito un figlio suo, poi che il bimbo era morto.

Per questo la vittima, un artista 53enne d’origine tedesca che ha scelto di vivere nella Tuscia, a Chia, la nota frazione di Soriano nel Cimino, ha denunciato la donna, una 48enne d’origine napoletana, che lo avrebbe perseguitato per un anno e mezzo, da luglio 2017 al 21 febbraio di quest’anno, periodo indicato nella querela. 

Lo scorso 17 aprile la pm Chiara Capezzuto, titolare del fascicolo, ha chiesto il rinvio a giudizio per stalking dell’indagata, difesa dall’avvocato Patrizia Gallina. L’udienza preliminare è stata fissata per il 18 settembre, davanti al gup Savina Poli. Pronta a costituirsi parte civile la vittima, assistito dall’avvocato Simone Bernini. Sul caso ha indagato la polizia postale. 

La 48enne non gli avrebbe dato pace, dopo la rottura del rapporto sentimentale, minacciando e molestando il suo ex al quale avrebbe detto di volersi togliere la vita, poi di aspettare un bambino da lui, di averlo partorito e che il figlio era morto.

La donna avrebbe perseguitato il 53enne per un anno e mezzo, contattandolo continuamente, utilizzando indirizzi di posta elettronica e social network. Da qui le indagini della Polpost, che hanno dato esito positivo, permettendo di trovare riscontri riconducibili all’indagata. 

Non solo. La 48enne si sarebbe anche rivolta a conoscenti e amici della vittima: “Riferendo loro notizie false sul suo conto – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – o chiedendo informazioni sulla sua vita privata e infine contattandolo ossessivamente a mezzo del telefono e dei social network, così cagionandogli un grave e perdurante stato di ansia, legato anche al timore di vedere danneggiata la propria immagine professionale”. 

Sarà la giudice per le indagini preliminari Savina Poli a stabilire se debba essere processata per stalking. 

 


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18 luglio, 2019

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