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Ronciglione - Giovane carabiniere caduto dal tetto - Daniele Gatti nei ricordi di colleghi e conoscenti - Oggi i funerali

“Curava la sua bambina come fosse un dono…”

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Daniele Gatti

Daniele Gatti

 

Daniele Gatti

Daniele Gatti

Ronciglione – Se n’è andato un uomo buono. 

È il pensiero di tantissimi, espresso su Facebook come a parole, su Daniele Gatti, il maresciallo morto sabato pomeriggio a Ronciglione. 

Un volo di cinque metri dal tetto di casa dei genitori, sulla Cassia Cimina, la strada che collega Ronciglione a Nepi.

Nell’abitazione c’era solo Daniele: la casa è vuota, il padre è morto e la mamma vive altrove. Il carabiniere spesso ci andava per piccoli lavori di manutenzione. Sabato mattina sarebbe salito sul tetto per mettere a posto un’antenna, almeno questa è l’ipotesi circolata dopo una tragedia che ha sconvolto almeno quattro paesi della provincia: Castel Sant’Elia, dove Daniele abitava con la compagna e la sua bimba; Ronciglione, dove lavorava al nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri. E poi Caprarola e Sutri, dove aveva lavorato prima di arrivare alla caserma ronciglionese di via Caduti di Nassiriya (a Sutri era stato vice comandante dei carabinieri). 

Qui doveva presentarsi sabato alle 13 per montare in turno. Ma Daniele, stranamente, tardava. I colleghi hanno provato a chiamarlo al cellulare: non rispondeva. Sapevano che poteva essere forse in quella casa che era stata dei suoi, prima del bivio per Fontevivola. E lì lo hanno trovato, senza poter fare nient’altro per lui. 

Le lacrime, adesso, sembrano non bastare per piangere questo maresciallo di 42 anni, di cui nessuno ricorda un difetto. Mai sopra le righe. Mai una parola fuori posto. Abituato a lavorare sodo e a farsi in quattro per gli altri. Timido nei rapporti interpersonali quanto determinato nel suo mestiere. Così lo ricordano conoscenti e colleghi: un’educazione e una gentilezza rara. Un legame speciale con la figlia, nata appena cinque anni fa: sabato avrebbero passato la serata insieme, lui, la piccola e la compagna. Prima a cena fuori con gli amici, poi a vedere le stelle. Programmi stravolti all’improvviso. Senza un perché. 

“Viveva per la famiglia e per l’Arma – dice il sindaco di Castel Sant’Elia Vincenzo Girolami -. Curava la sua bambina come fosse un dono del cielo. Per lei c’era sempre: tra le ultime volte in cui l’ho visto, era alla sua recita scolastica di fine anno. Lavorava sempre, per questo, purtroppo, lo frequentavo poco. Ma so che mancherà, come non può che mancare alla società un uomo come lui: discreto e serio. Silenzioso e costruttivo”. 

Oggi l’addio a Daniele alle 16,30 alla basilica di Castel Sant’Elia. 


Giovane carabiniere precipita dal tetto e muore


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12 agosto, 2019

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