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Milano - La vittima è deceduta - A denunciarlo la modella Imane Fadil per cui si era sospettato l'avvelenamento - Il giornalista è difeso da un legale viterbese

Dà delle prostitute alle ragazze del bunga-bunga, alla sbarra per diffamazione Emilio Fede

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Emilio Fede

Emilio Fede

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Imane Fadil

Imane Fadil

Milano – Dà delle prostitute alle ragazze del bunga-bunga, sarà processato il 18 dicembre a Milano il giornalista Emilio Fede. La presunta vittima nel frattempo è deceduta. Si tratta della modella attorno alla cui morte, avvenuta a marzo, era sorto il sospetto di avvelenamento. 

Fede, imputato di diffamazione aggravata a mezzo stampa, è difeso dall’avvocato Samuele De Santis del foro di Viterbo. 

Lo scorso mese di gennaio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che hanno fatto seguito alla denuncia per diffamazione presentata contro Emilio Fede da Imane Fadil, una delle tre supertestimoni delle cene eleganti dell’ex premier Silvio Berlusconi assieme alle colleghe Ambra Battilana e Chiara Danese. L’inchiesta della procura milanese porta la firma del sostituto Gianfranco Gallo. 

Tra le presunte vittime, l’unica che lo abbia denunciato è stata per l’appunto la modella 34enne d’origine marocchina, morta lo scorso primo marzo in una clinica lombarda, che in un primo momento si pensava potesse essere stata avvelenata.

La donna è stata una delle testi chiave dei processi “Ruby”. Nel 2011 avrebbe partecipato a ben otto “cene eleganti” ad Arcore, durante le quali avrebbe visto ragazze disponibili, spogliarelli, palpeggiamenti e soprattutto il famigerato bunga-bunga. Dopo l’ennesima cena se ne sarebbe andata, presentandosi poi in procura per raccontare tutto.

Per Fede i nuovi guai giudiziari sono partiti da un’intervista pubblicata l’8 maggio 2018 sul sito internet dell’Huffington Post in cui dichiara: “Darmi 4 anni e 7 mesi perché avrei convinto delle prostitute a prostituirsi è una cosa assurda parliamo di persone, con tutto il rispetto della prostituzione, che è importante, che con il sesso avevano una certa dimestichezza”.  

Secondo quanto riportato alla lettera nell’avviso di conclusione indagini, il giornalista quindi prosegue: “Praticamente dicono che io conducevo il Tg4 e poi nel tempo libero facevo il pappone. Si parla di tre ragazze, una delle quali Ambra Battilana, e io dico di avere grande rispetto per la magistratura, ma come cazzo si fa a pensare che io debba essere condannato?”. 

 “E poi – dice ancora Fede nell’intervista – sono tre ragazze che notoriamente col sesso avevano un ottimo rapporto.. come cazzo si fa ad essere condannati per induzione alla prostituzione di ragazze che fanno quello? Prendono per buona la testimonianza di una ragazza che dice che ad Arcore di pregava Satana?”. 

Silvana Cortignani

 


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10 settembre, 2019

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