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Viterbo - Silvia Somigli, segretaria organizzativa regionale della Uil Scuola, parla delle battaglie del sindacato: "Pari trattamento per docenti con diploma magistrale, no disparità nell'attribuzione di supplenze annuali"

“I docenti di sostegno devono, in possesso del titolo, coprire tutto il fabbisogno utile”

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Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil ScuolaSilvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil Scuola

Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil Scuola

Silvia Somigli con la squadra della Uil Scuola

Silvia Somigli con la squadra della Uil Scuola

Viterbo – (p.p.) – “I docenti di sostegno devono, in possesso del titolo, coprire tutto il fabbisogno utile”. Silvia Somigli, segretaria organizzativa regionale della Uil Scuola, non molla la presa e continua la battaglia per la scuola. Precari, risorse, dignità e valore per la scuola e tutela dei diritti per gli operatori del settore. Sono il fulcro dell’azione portata avanti dal sindacato. “Abbiamo 50 cattedre scoperte per infanzia e primaria, 190 tra primo e secondo grado, un insegnante su 4 di sostegno deve essere nominato”, sottolinea Somigli. Ma non solo.

Partiamo dall’annoso problema dei diplomati magistrali.
“In queste ore – spiega Somigli – il Miur, con una circolare e su sollecitazione della Uil Scuola, ha chiarito che i docenti in possesso del diploma magistrale in attesa di sentenza definitiva e iscritti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento possono risultare destinatari di incarico a tempo determinato. Il chiarimento si è reso necessario in quanto l’Usr Lazio, con specifica nota, aveva precluso agli interessati questa possibilità.

Nel frattempo, infatti, ci sono state molte maestre che sono state depennate dal Gae e quindi vengono chiamate non dalla prima, ma dalla seconda fascia d’istituto con una conseguente grossa penalizzazione. Non è giusto che la subiscano, specie rispetto a chi, a seguito di una giustizia lenta, beneficia seppur in forma transitoria di un’opportunità che è quella di essere chiamato per supplenze annuali dalla prima fascia.

Ancora una volta, riteniamo opportuno che il nuovo ministro garantisca pari trattamento a tutte le maestre interessate. Non ci può essere disparità all’interno delle attribuzioni delle supplenze annuali”.

Proprio per quanto riguarda le supplenze, qual è la situazione?
“La supplentite, morbo che attanaglia ancora la scuola statale italiana, sta impedendo che sia assicurata continuità educativa didattica anche per l’insegnamento del sostegno. Abbiamo un 35% di posti vacanti specie per il sostegno, con disagio anche per i docenti delle discipline.

Dopo che sono stati avviati i percorsi per il conseguimento del titolo del sostegno in tutte le università e rilevato che sono stati messi a bando un numero di posti inferiori alle reali necessità di tutte le scuole. Ancora una volta, si verificherà che saranno interpellati docenti, senza l’adeguato titolo per l’insegnamento del sostegno, con tutte le pesanti conseguenze per gli studenti h.

Ebbene, noi chiediamo che si possa prefigurare un nuovo scenario politico che governi anche questo aspetto del mondo della scuola: i docenti di sostegno devono, in possesso del titolo, coprire tutto il fabbisogno utile a garantire la funzione che la scuola deve svolgere per tutti”.

Avete incontrato il neo ministro del’Istruzione.
“Il clima è positivo: si è parlato di un decreto per i precari da presentare, entro tempi brevissimi, al Consiglio dei ministri. Due miliardi per la scuola e un miliardo per l’università. Su questo dovrebbe fare richiesta al Mef, attivandosi per il disegno di legge di bilancio.

Il modello, proposto nelle linee generali dal neo ministro, è in discontinuità col passato e intende realizzare misure che abbiano effetti concreti sul mondo della scuola, riportare i livelli di investimento ai livelli del 2008 e partire dalla visione degli insegnanti come eroi civili.

Come sindacato – spiega Somigli – intendiamo che la scuola sia sviluppo di una comunità, nonché motore propulsore del territorio. Come eredi virtuali di Calamandrei riteniamo che sia l’istituzione più importate dello Stato”.

In questo momento su cosa vi state focalizzando?
“Ecco i quattro punti che stanno a cuore alla Uil Scuola e che sono frutto dell’accordo di Palazzo Chigi: impegno per il rinnovo contrattuale, nessuna autonomia differenziata per il sistema di istruzione, norme per superare l’attuale situazione di precarietà del personale della scuola e misure per l’università e la ricerca”.

Il precariato resta un nodo centrale.
“La questione precariato non è più rinviabile: lo scorso anno su 53mila posti vacanti, 33mila non sono stati assegnati. Ora il 50% dei posti disponibili sarà coperto da supplenti. Lo diciamo in premessa, siamo contrari alle idee neo liberiste che hanno portato alla legge 107, ad ogni forma di regionalizzazione del sistema di istruzione e ai costi standard nella scuola che non è altro che chiedere soldi per le scuola private.

Rappresento un sindacato laico, plurale, convinto che la scuola è comunità educante, all’interno della quale ci sono professionisti che trasferiscono valori. E’ la democrazia di un paese che si gestisce nelle scuole. Occorrono politiche coerenti con un modello definito. Se si spendono soldi per un modello sbagliato, sono soldi spesi male. Per la scuola il metodo del mercato non funziona, non può esser utilizzato. La scuola statale italiana funziona benissimo e va sostenuta”.

Quindi?
“Bisogna eliminare l’organico di fatto. Il Mef dovrebbe comprendere che i soldi della scuola devono andare alla scuola, e che l’eliminazione dell’organico di fatto comporta uguale peso complessivo nel bilancio dell’istruzione. Stabilito che gli investimenti per la scuola sono la base per politiche virtuose, la domanda successiva è che ci facciamo con i soldi?”.

E dunque con quali soldi?
“ C’è da intercettare un sentimento. Ci sono precari contro precari, docenti preoccupati per un ritorno della legge 107. Nel Def, è prevista una riduzione di spese di 4 miliardi. Si utilizzino queste risorse, vista la curva della natalità, per ridurre il numero degli alunni per classe e se si dovessero tagliare, sarà questo governo a farlo e non il precedente.

Libertà di insegnamento, è un altro tema importante per la Uil scuola portato all’attenzione del ministro. Occorre garantire agli insegnanti la libertà, le sedi di tutela che sono stati smantellate via via. Questo è il modo di ridare dignità alla funzione docente che rimane il problema centrale a cui dare risposta.

Il ministro tenga per sé le deleghe messe faticosamente a punto in mesi di trattative. Si possono fare miglioramenti come quello di consentire agli idonei 2016-2018 di spostarsi di sede, a domanda”.

Quali altre emergenze da affrontare nell’immediato?
“La completa ristrutturazione degli uffici amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola, finalizzati ad una buona didattica e che si possono conseguire con la contrattazione che lo ha già fatto in passato con risultati importanti, poi vanificati dai tagli di Tremonti”.


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23 settembre, 2019

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