--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Novantenne, picchiato a sangue, sarebbe stato rapinato da due fruttivendoli ambulanti

“Ho inseguito e bloccato i ladri, ma mi hanno menato”

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Viterbo - Tribunale - Carabinieri

Viterbo – Tribunale – Carabinieri

Orte – Novantenne riverso nel sangue in mezzo alla strada: “Ho inseguito i ladri e mi hanno pestato”. Processo al via con la testimonianza della vittima. 

Si tratta di un pensionato 86enne di Orte, che verso le 8,30 del 13 aprile 2018 sarebbe stato rapinato da due fruttivendoli ambulanti sulla provinciale che porta verso la superstrada, a due chilometri circa dal paese.

La coppia di ambulanti, ferma sul ciglio della strada con un Fiorino bianco, gli avrebbe caricato tre cassette di frutta nel portabagagli. L’anziano gli avrebbe dato una banconota da 10 euro. Il più giovane gli avrebbe detto che era poco e gli avrebbe strappato dalle mani il borsello, impossessandosi dei 500 euro che aveva e scappando assieme al complice.  

Lui li ha inseguiti e loro lo hanno menato. Entrambi sono finiti sotto processo per rapina e lesioni, anche se nel frattempo il più anziano è morto. E’ invece tuttora recluso a Mammagialla il più giovane, che ieri ha preferito restare in carcere e rinunciare ad essere presente all’udienza.


“Li ho inseguiti e superati, poi mi hanno dato una scarica di pugni in faccia”

L’86enne, che si è costituito parte civile contro l’unico imputato rimasto, ieri ha raccontato davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei della rapina e del rocambolesco inseguimento 

“Siccome il Fiorino corre meno della mia Fiat 500X ‘duemila’ li ho raggiunti e superati due volte, perché la prima hanno provato a tornare indietro. Dopo 4-5 chilometri li ho sorpassati di nuovo e bloccati, ma il passeggero del furgone ha fatto prima di me a scendere, mi ha spalancato lo sportello e dato una scarica di pugni in faccia. Sono sicuro, se scendevo prima io, li menavo tutti e due”, ha spiegato l’arzillo novantenne che, a causa del violentissimo pestaggio, si è poi accasciato in mezzo alla strada, dove è stato soccorso da alcuni automobilisti di passaggio, tutti compaesani che lo hanno immediatamente riconosciuto.  


“Il corpo insanguinato in mezzo alla strada, l’auto sul ciglio col motore acceso”

“Il corpo sanguinante dell’anziano era riverso al centro della carreggiata, mentre la sua Cinquecento di colore nero era ferma sul lato destro con lo sportello di guida aperto e il motore acceso”, hanno spiegato gli automobilisti di passaggio che hanno soccorso l’86enne, in attesa dell’arrivo del 118 e dei carabinieri.

Il pensionato, col volto coperto di sangue e ecchimosi sul corpo, nonostante lo shock, prima di essere portato a Belcolle in ambulanza, già nell’immediato avrebbe detto ai soccorritori di essere stato vittima di un’aggressione, come hanno confermato alcuni dei testi sentiti in aula.

Sul sedile anteriore lato passeggero della macchina, un portafoglio con sopra una banconota da 10 euro, il portabagagli ancora aperto con dentro le cassette della frutta. 


Confronto all’americana per sciogliere il nodo del riconoscimento

L’ultraottantenne, dopo le cure del caso al pronto soccorso, si è recato presso la stazione dei carabinieri di Orte a sporgere denuncia, fornendo un identikit dei due rapinatori e effettuando anche il riconoscimento fotografico che ha portato alla cattura dei due presunti malviventi.

Ieri si è detto sicuro del fatto suo: “E’ stato il più giovane a strapparmi il borsello e a prendere i soldi ed è stato sempre il più giovane ad aprire lo sportello e a darmi la scarica di botte”.

Ma la difesa ha chiesto che la presunta vittima effettuasse nuovamente il riconoscimento. Non essendo presente l’imputato in aula, attraverso lo stesso fascicolo fotografico che gli era stato mostrato a suo tempo dagli investigatori. Peccato che nemmeno l’album fosse tra le carte del processo, per cui la presidente Mattei ha disposto, per il 22 ottobre, la “ricognizione di persona”, ovvero il confronto all’americana. 

All’anziano saranno mostrati l’imputato e altri cinque uomini con caratteristiche somatiche simili e lui dovrà dire chi dei sei è il suo aggressore. 

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
10 settembre, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR