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Tribunale - Acquapendente - L'accusa aveva chiesto 7 anni e mezzo di reclusione

Investe il rivale, 4 anni e 6 mesi per tentato omicidio

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L'avvocato Vincenzo Dionisi

Il difensore Vincenzo Dionisi

Acquapendente – (sil.co.) – Assolto dall’accusa di omissione di soccorso, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per tentato omicidio. La procura aveva chiesto 7 anni e mezzo di reclusione. La difesa farà appello.

Si è chiuso ieri davanti al giudice Elisabetta Massini il processo per tentato omicidio a Enrico Ranucci, l’agricoltore 71enne di Acquapendente che il 29 giugno 2013 avrebbe investito apposta, lungo una strada di campagna, il 78enne Santino Giuliani, vicepresidente del Consorzio Val di Paglia, dandosi poi alla fuga. 

Il difensore Vincenzo Dionisi ha sempre sostenuto la tesi dell’incidente, ma la fuga, assieme alla presenza di vecchi rancori e alla ricostruzione della procura hanno fatto scattare la ben più grave accusa di tentato omicidio.

Giuliani quel giorno era in località Ponte San Biagio, su una strada asfaltata, ma a una sola carreggiata, con due operai. “Stavo per salire sul mio fuoristrada parcheggiato sul lato della strada, quando ho sentito il rumore di una macchina in accelerazione e me la sono vista piombare addosso, finendo scaraventato nella cunetta”, ha raccontato durante il processo.

Non è stato però in grado di dire se Ranucci l’abbia fatto apposta: “Mi auguro che non sia così. So solo che non ho avuto scampo. Sono rimasto per mesi in carrozzina per la frattura di una gamba e di una vertebra. Mi sono ripreso solo a gennaio successivo”.

Secondo uno dei due testimoni oculari l’auto non andava a forte velocità: “Penso che Ranucci fosse appena uscito dal cancello di casa, perché abita proprio lì. Sarà andato a 50-60 chilometri orari. Ma non capisco come, essendoci delle persone sulla strada, non abbia rallentato. Giuliani era proprio sulla strada, accanto alla macchina parcheggiata”.

Ranucci rimase diversi giorni a Mammagialla e nell’ottobre 2013, dopo la richiesta di giudizio immediato,  fu sottoposto al divieto  di avvicinarsi alla vittima, revocato a distanza di due anni.


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1 ottobre, 2019

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