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Tribunale - Avvocati sul piede di guerra: "C'è il rischio di un allungamento incontrollato della durata dei processi"

Contro la riforma della prescrizione, stop di cinque giorni dei penalisti

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Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

Viterbo – Riforma della prescrizione, i penalisti annunciano cinque giorni di astensione.

Anche a Viterbo stop alle udienze penali da lunedì 21 a venerdì 25 ottobre. Ad eccezione dei processi i cui imputati siano sottoposti all’arresto o altre misure cautelari. 

La protesta dei penalisti è legata alla prossima entrata in vigore della nuova disciplina sulla sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. La prescrizione non potrà più maturare nei giudizi di appello e di cassazione, con il rischio di un allungamento incontrollato della durata dei processi (le statistiche giudiziarie dicono che per il 25% dei processi la prescrizione matura in grado d’appello).

La camera penale di Viterbo, presieduta dall’avvocato Roberto Alabiso, aderisce all’astensione dalle udienze proclamata con delibera del 30 settembre 2019 dall’Unione Camere Penali.

“L’avvicinarsi del termine del 1 gennaio 2020 – fanno sapere i penalisti – data alla quale entrerà in vigore la norma che sopprimerà, di fatto, un istituto di civiltà giuridica come la prescrizione, scandisce in modo drammatico la progressiva erosione delle garanzie dello stato di diritto”. 

Nella delibera del 30 settembre delle camere penali si legge, tra l’altro: “Questa riforma della prescrizione rappresenta una delle pagine più sciagurate della deriva populista e giustizialista del nostro paese, giacché essa afferma il principio, manifestamente incostituzionale, secondo il quale il cittadino, sia esso imputato che parte offesa del reato, possa e debba restare in balia della giustizia penale per un tempo indefinito, cioè fino a quando lo stato non sarà in grado di celebrare definitivamente il processo che lo riguarda”.

E ancora: “Occorre produrre il massimo sforzo perché l’opinione pubblica del nostro paese sia debitamente informata della reale, devastante portata di una simile riforma per i diritti fondamentali di ciascuno di noi, rompendo le cortine fumogene della disinformazione populista e giustizialista che, richiamando strumentalmente alcune vicende processuali di grande interesse pubblico, rappresenta l’istituto della prescrizione come uno strumento privilegiato dei potenti e dei ricchi per sottrarsi ai rigori della legge; occorre invece ribadire che la prescrizione del reato rappresenta l’irrinunciabile rimedio alla patologia di indagini e processi che durano decenni”.


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20 ottobre, 2019

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