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Viterbo - La proposta arriva da Matteo Jarno Santoni, uno studente di 16 anni, e riguarda la ferrovia di viale Trieste che rischia di chiudere a breve

“Roma Nord, basta cambiare l’orario di dieci minuti per permettere a tutti di studiare e lavorare”

di Daniele Camilli
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Viterbo – La soluzione arriva da un ragazzo, e da chi avuto fiducia in lui. Dai genitori all’assessora Laura Allegrini. Il problema è sotto gli occhi di tutti, la Roma Nord, la ferrovia che collega Viterbo con Civita Castellana e piazzale Flaminio nella capitale. Inaugurata nel 1932, adesso rischia di chiudere. Quantomeno, non è più sicura. Con tanto di sigillo da parte di un’agenzia statale. Il tutto, salvo alcune eccezioni, nell’indifferenza generale. Regione Lazio in primis.

Il ragazzo di chiama Matteo Jarno Santoni, ha sedici anni, è di Viterbo e frequenta il liceo classico “Mariano Buratti”. Oggi pomeriggio ha fatto la sua proposta. “Per andare incontro – come ha detto – alle esigenze di studenti, lavoratori e al tempo libero delle persone”. La proposta è stata presentata in sala consiliare, a Palazzo dei Priori. Accanto a Matteo, il sindaco Giovanni Arena, l’assessora ai lavori pubblici Laura Allegrini e il presidente dell’associazione Trasportiamo, Davide Nicodemi.


Viterbo - Matteo Jarno Santoni

Viterbo – Matteo Jarno Santoni


Il punto sono gli orari dei treni, che di fatto rendono la vita impossibile agli studenti e ai lavoratori. Senza neanche un occhio di riguardo a chi vuole venire a Viterbo per spendere e basta. 

“Il tratto su cui ho concentrato l’attenzione – ha detto subito Santoni – è quello che va da Catalano (fermata nei pressi di Civita Castellana ndr) a Viterbo e viceversa. Lavorando sugli orari dell’Atac entrati in vigore lo scorso 16 settembre”. Si tratta dei monti Cimini, migliaia di persone e centinaia di studenti che, con il capoluogo Viterbo, hanno solo tre mezzi di collegamento. La macchina, ma allora a che serve il servizio pubblico? L’autobus e il treno Roma Nord. Altrimenti, sono tagliati fuori. Altrimenti, meglio andare direttamente a Roma, come già diversi stanno facendo. Per la scuola, il lavoro e il tempo libero. Non solo, ma come sottolineato da Allegrini, e prima di lei da altri, si tratta di “una ferrovia che ha un enorme valore aggiunto dal punto di vista turistico, con la possibilità, per chi la percorre, di vedere un paesaggio unico al mondo”.

Matteo Santoni è uno studente, ma al tempo stesso un esperto di linee ferroviarie, soprattutto quelle minori. Fa parte di diverse associazioni legate al mondo dei treni, a titolo onorario, e sta per pubblicare un libro dedicato alla storia della Roma Nord. Non un enfant prodige, come a volte si dice per non tener conto della proposta di qualcuno, ma un giovane cittadino che ha a cuore le sorti delle territorio in cui vive.

“Le criticità che ho riscontrato negli orari della Roma Nord – riprende la parola Santoni – sono tre. Tre orari ben precisi. Il primo, quello dello 6 e venti di mattina. Riguarda soprattutto gli studenti. Salgono sul treno a quell’ora da Catalano e, bene che vada, arrivano a Viterbo alle 7 e tre quarti. A meno che non ci siano ritardi che aggiungono minuti a minuti. Dalla Roma Nord, che sta lungo viale Trieste, la strada che porta alla Quercia, devono poi correre per entrare a scuola in tempo. Altrimenti arriverebbero in ritardo”.

Capito, signori? Gli studenti, per esercitare un diritto costituzionalmente sancito, devono prendere il treno delle 6,20, alzandosi all’alba. Per poi arrivare pure in ritardo. E i ritardi accumulati incidono sia sul rendimento scolastico, la lezione è già iniziata, sia sulle note disciplinari. Con più ritardi accumulati, lo studente, viste le normative scolastiche degli ultimi tempi, rischia anche la bocciatura. Insomma!


Viterbo - Davide Nicodemi, Giovanni Arena, Matteo Jarno Santoni e Laura Allegrini

Viterbo – Davide Nicodemi, Giovanni Arena, Matteo Jarno Santoni e Laura Allegrini


La soluzione di Matteo. “Anticipare di dieci minuti l’orario di partenza, alle 6,11 anziché alle 6,20, cosicché il treno possa arrivare a Viterbo alle 7,37”. Certo, l’alzataccia è sempre quella, ma almeno ragazze e ragazzi non si devono scapicollare per entrare e non corrono il rischio di perdere l’anno. Dalla Roma Nord il percorso è infatti lungo. Istituti tecnici e licei distano almeno un chilometro, un chilometro e mezzo. Se non di più. E meno male che l’istituto per geometri è stato spostato in via Alessandro Volta e non sta più all’estremo sud della città. 

La seconda criticità. “Tra le 12,21 e le 14,21 – spiega Santoni – non c’è un treno che riporti a casa gli studenti. Ciò significa che devono aspettare le due e venti del pomeriggio per riprendere la strada di casa”. Quindi, immaginate uno studente che si alza all’alba, entra in ritardo, dunque già bello che stressato, fa cinque, sei, se non di più, ore di lezione e poi, spesso senza mettere niente nello stomaco, riprende il treno per arrivare al paese. Attorno alle quattro del pomeriggio. Difficile, a questo punto, rimproverarlo se non ha più voglia di studiare come se avesse appena smontato dall’impalcatura di un cantiere edile. Perché la fatica è tale che ha “veramente” smontato da un cantiere. E, questo, anche alla faccia di genitori che investono soldi ed energie per permettere al figlio di fare una vita migliore. Inoltre, se questi ragazzi e ragazze avessero mai voglia di praticare uno sport o passare un po’ del proprio tempo libero con gli altri, certo, se lo devono per forza far passare. Oppure devono sacrificare gli studi in cambio di un po’ di vita.

La proposta di Matteo. “Anticipare anche in questo caso l’orario di partenza di dieci minuti, con partenza da Viterbo alle 14,10, permettendo agli studenti di guadagnare quasi una mezz’ora di tempo”.

Infine il terzo punto riguarda lavoratori e cittadini in generale. “L’ultimo treno che nel pomeriggio parte da Viterbo – fa notare Matteo Jarno Santoni – è alle 18,21. E neanche l’autobus in tal caso aiuta. Perché l’ultimo Cotral parte dal Riello alle 18,45”. Due problemi. Il primo, un lavoratore ha sempre i minuti contati e al datore interessa che l’azienda vada per il meglio e se c’è da lavorare 10 minuti in più, cascasse il mondo, si lavora. Pertanto, il lavoratore o si mette a correre, o resta a Viterbo oppure prende la macchina. Inoltre, anche chi volesse venire a Viterbo nel pomeriggio, per passare un po’ di tempo libero e spendere qualche euro tra caffè e negozi, ha poco margine di azione. Meglio, quindi, non venire, restarsene a casa e dirottare i propri consumi altrove.

La soluzione di Matteo. “Ripristinare il treno delle 20,01 da Viterbo”. Cosa che accontenterebbe tutti, e permetterebbe a tutti di frequentare quel che ancora si definisce un capoluogo di provincia, cioè il luogo, almeno sulla carta, più importante della Tuscia.


Viterbo - I nuovi orari proposti da Matteo Jarno Santoni

Viterbo – I nuovi orari proposti da Matteo Jarno Santoni


La ferrovia Roma Nord, che inoltre è un bell’esempio di architettura razionalista anni ’30, sembra abbia i giorni contati. Non è sicura e dal 2011 nessuno c’ha più investito un euro. Peggio ancora, il 14 ottobre l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie ha scritto una lettera alla Regione Lazio, che ha il controllo della ferrovia in questione, dicendo a chiare lettere che, se le cose non vengono messe al loro posto, la tratta chiude. L’agenzia ha dato alla Regione quindici giorni di tempo per intervenire. Scadenza, 29 ottobre. Oggi. Una situazione evidenziata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, con loro il deputato Mauro Rotelli, nel corso di una conferenza stampa davanti alla stazione il 27 ottobre a mezzogiorno.

“Matteo ha fatto uno studio sicuramente utile – ha commentato il sindaco Arena – per una problematica che si trascina da troppi anni con tanto di scoramento, perché sembra sempre di fare una battaglia contro i mulini a vento”.


Viterbo - Davide Nicodemi

Viterbo – Davide Nicodemi


“Matteo Santoni – ha concluso infine Allegrini – è un’eccellenza nella materia trasporti. E il suo lavoro è un buon punto di partenza sul ruolo che deve avere la Roma nord. La ferrovia rischia di essere chiusa. Un pericolo che dobbiamo scongiurare”. E la lezione di un ragazzo è un po’ uno schiaffo in faccia a tutti.

Daniele Camilli


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29 ottobre, 2019

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