--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Anziano accusato di stalking per fatti risalenti al 2012

Montagne di letame per seccare il noccioleto, processo al rush finale

Condividi la notizia:

Viterbo - Tribunale - Carabinieri

Viterbo – Tribunale – Carabinieri

Ronciglione – (sil.co.) – “Vi ammazzo, brucio tutto”. Un caso che a Ronciglione conoscono tutti.

E’ quello dell’anziano agricoltore che da anni tormenterebbe gli acquirenti di un noccioleto che lui ritene dovesse essere suo. Tra i tanti processi scaturiti  dall’annosa vicenda, ce n’è uno per stalking per fatti risalenti al periodo che va da aprile a agosto del 2012. 

Dopo sette anni, il processo è giunto al rush finale questo giovedì davanti al giudice Giacomo Autizi. Parti civili le presunte vittime di una persecuzione che sarebbe documentata dagli innumerevoli interventi sul posto dei carabinieri e della polizia locale, da innumerevoli fotografie scattate dai proprietari del fondo e anche da riprese video e audio custodite in un cd. 

L’imputato, che era socio della Cooperativa liberi contadini, sarebbe stato espulso per morosità dalla stessa, quindi condannato due volte, nel 1993 e nel 2004, al rilascio del fondo,nel frattempo venduto agli attuali proprietari, assistiti dall’avvocatessa Claudia Polacchi, forti di una lunga serie di sentenze passate in giudicato. Secondo lui, però, il terreno sarebbe gravato da usi civici. 

“Tra la primavera e l’estate del 2012 – ha spiegato una delle vittime – veniva più volte al giorno, minacciando chi trovava e danneggiando le colture. Levava i paletti, poi si creava un varco col trattore e arava il terreno, in modo da rendere impossibile la raccolta delle nocciole. Prima di venire, avvisava lui stesso i vigili. Passava sopra le radici degli alberi, che dopo due-tre anni ne hanno risentito. Scaricava montagne di letame, per far seccare le piante. Poi attaccava dei cartelli con scritto ‘trattato con fitosanitari’, per scoraggiarci a entrare avendo dato il veleno. Una volta ha piantato una croce nel noccioleto. Poi si nascondeva ad aspettarci e quando arrivavamo urlava ‘vi ammazzo’, ‘brucio tutto’. Ha anche tentato di investirci con la macchina”.

“Il 27 luglio 2012 fu arrestato per avere dato alle fiamme il noccioleto, facendo sviluppare un incendio di 250 metri di lunghezza, esteso anche al vicino. Il 28 agosto, rimesso in libertà, è tornato e ha ricominciato”, ha concluso la parte offesa. 

Fra meno di un mese, dopo tanti anni, la sentenza. Il giudice ha rinviato all’udienza del prossimo 11 novembre per la discussione. 


Condividi la notizia:
1 novembre, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR