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Montefiascone - I consiglieri d’opposizione Rosita Cicoria (M5s), Luciano Cimarelllo, Giulia Moscetti e Giulia De Santis (La città nuova) in una lettera indirizzata alla segretaria comunale

“Prova selettiva per quattro agenti di polizia locale, è tutto regolare?”

di Michele Mari
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Rosita Cicoria

Rosita Cicoria

Giulia De Santis

Giulia De Santis

Luciano Cimarello

Luciano Cimarello

Giulia Moscetti

Giulia Moscetti

Montefiascone – “Prova selettiva per quattro agenti di polizia locale, è tutto regolare?”. È l’interrogazione protocollata ieri mattina dai consiglieri d’opposizione Rosita Cicoria (M5s), Luciano Cimarelllo, Giulia Moscetti e Giulia De Santis (La città nuova) alla segretaria generale del comune sulla prova scritta del 24 settembre per l’assunzione di quattro agenti part time e a tempo determinato nella polizia locale di Montefiascone.

Il bando è stato approvato dall’amministrazione comunale con la delibera di giunta 208 del 3 settembre mentre la prova selettiva scritta, per gli ammessi, si è svolta nel pomeriggio del 24 settembre nella palestra dell’istituto Progetto uomo in via Cardinal Salotti. Da qui i primi quattro in graduatoria sono stati assunti il 7 ottobre.

Ma per i consiglieri di opposizione Rosita Cicoria, Luciano Cimarello, Giulia Moscetti e Giulia De Santis, qualcosa non quadra e per questo ieri mattina hanno protocollato un’interrogazione alla segretaria generale Maria Cristina Fanelli Fratini.

“Noi sottoscritti consiglieri comunali – si legge nella lettera protocollata – interroghiamo la dottoressa Fanelli Fratini, in qualità di segretaria comunale e responsabile della trasparenza e della prevenzione alla corruzione del comune di Montefiascone, sulla metodologia di svolgimento della prova scritta tenutasi il giorno 24 settembre 2019 chiedendo se, secondo lei, le procedure adottate siano state tutte regolari nel rispetto della legge”.

Per i quattro consiglieri di minoranza a palazzo Renzi Doria Sciuga non sarebbe stata rispettato il principio dell’anonimato e quindi l’imparzialità della prova.

“Ci risulta – continua la lettera – che ogni candidato abbia dovuto apporre il proprio nome e cognome sui fogli consegnati per lo svolgimento della prova mettendo quindi a conoscenza della propria identità i membri della commissione, all’atto della correzione. Il rispetto del principio dell’anonimato soddisfa il criterio generale di imparzialità che deve sottendere l’azione amministrativa a salvaguardia della par condicio tra i partecipanti. È regola generale che, al fine di garantire la trasparenza e l’imparziale valutazione nelle procedure di concorso pubblico, la prova scritta non deve riportare la sottoscrizione dei candidati né altri segni di riconoscimento idonei a rilevare l’identità”.

I membri dell’opposizione hanno fatto anche un’ulteriore richiesta alla segretaria. “Chiediamo altresì – conclude la lettera -, quali siano i provvedimenti da applicare in caso di non rispetto delle procedure di selezione”.

Michele Mari 


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9 novembre, 2019

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