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Viterbo - Consiglio comunale straordinario su Talete - Maggioranza e opposizione dicono sì all'ordine del giorno M5s per trasformare la società da diritto privato a diritto pubblico

Tutti insieme appassionatamente per l’acqua pubblica

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Massimo Erbetti

Massimo Erbetti

Viterbo - Paolo Bianchini

Viterbo – Paolo Bianchini

Viterbo – (g.f.) – Tutti per l’acqua pubblica appassionatamente. Passa all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Massimo Erbetti (M5s) nel consiglio comunale straordinario sulla gestione della risorsa idrica.

Solo leggermente annacquato, con le modifiche proposte dal centrodestra, che dice sì al documento pentastellato.

S’impegna il sindaco a votare no all’ingresso di soci privati in Talete, fare pressione in regione per interventi economici a sostegno dell’Ato debole.

Poi, affinché Arera conceda i 35 milioni di mutuo richiesto e non più concesso. Quindi, trasformare la società da diritto privato a pubblico. Così voleva il Movimento 5 Stelle.

Per far convergere il centrodestra sull’ordine del giorno, è stato specificato che prima di tutto la società va risanata.

Il presidente Talete Bossola ha fatto sapere che la società ha bisogno di 40 milioni, altrimenti non si va da nessuna parte, al massimo verso il tribunale. A consegnare i libri.

Per non rischiare che siano i comuni a pagare, prima i conti vanno sistemati. Resta da capire come e resta pure da capire l’impatto che avrà il documento sulla gestione idrica, ma il sindaco Giovanni Arena è soddisfatto. “Questi sono i consigli comunali che mi piacciono – dice il primo cittadino – andrà con il presidente Pietro Nocchi prima in regione e poi da Arera per il finanziamento da 35 milioni”.

Un via libera arrivato anche dopo l’ok ad altri ritocchi. Un emendamento di Fratelli d’Italia impedisce a Talete di staccare l’acqua alle utenze domestiche che abbiano una morosità sociale. “Un’attenzione particolare – dice il capogruppo FdI Paolo Bianchini – verso le  alle fasce sociali più deboli e che permetterà di dare loro un flusso minimo giornaliero garantito di 50 litri al giorno”. 

Erbetti era arrivato in consiglio comunale con un pesante faldone. Con le oltre 12mila firme raccolte per affidare la gestione dell’acqua ai comuni o a consorzi. Come stabilisce la legge regionale 5 del 2014, inapplicata. Raccolte dai comitati per l’acqua pubblica e dal Movimento 5 stelle.

“Il presidente Rossola – ricorda Erbetti – ha lanciato un ultimatum ai sindaci. Entro il 30 novembre devono dire cosa farne di questa società. Servono 40 milioni per ricapitalizzare e non ci sono. Che vuole fare il sindaco? Vogliamo capire se c’è l’intenzione di salvare Talete. Abbiamo raccolto oltre 12mila firme in provincia per il ritorno della gestione pubblica del servizio idrico”.

Erbetti sostiene che di fatto Talete sia una società di diritto privato. Giulio Marini, capogruppo FI, non concorda.

“La gestione dell’acqua con Talete è pubblica – insiste Marini – ma la società è stata lasciata in mezzo al guado da comuni che non hanno acquisito quote. Ho votato il 28 dicembre scorso il piano industriale per risanare una società pubblica. Talete è l’unica società pubblica del Lazio. Le altre sono tutte partecipate”. Ma alla fine vota anche lui perché Talete passi da società di diritto privato a diritto pubblico. Qualcosa non torna, prima o dopo.

Il capogruppo Forza Italia vede le acque che sono agitate: “Siamo nell’anticamera della privatizzazione. Mi trovo dalla stessa parte di Erbetti, stiamo facendo la stessa battaglia, mantenere orgogliosamente quanto costruito, difendendolo”. Ma Erbetti non si lascia convincere. Quello che per Marini è pubblico, per Erbetti è privato. Si risolverà solo col voto del documento. Sono tutti per l’acqua pubblica.

Ancora un consiglio sull’acqua, dopo che altri si sono persi in un bicchiere d’acqua. “È almeno il quinto su Talete – ricorda Chiara Frontini (Viterbo 2020) – ci troviamo bollette con aumenti della tariffa votati anche da quest’amministrazione, socio di maggioranza relativa. La mia preoccupazione è che il presidente Bossola lancia ultimatum, i comuni non ricapitalizzane e la soluzione più facile è chiedere aiuto a società private”.

Le parti sembrano distanti. Poi Fondazione dichiara il proprio voto favorevole. Si sospende il consiglio e arriva l’intesa con il centrodestra. Che carica il sindaco Arena d’altre responsabilità, come ritornare alla tariffa antecedente l’ultimo aumento, se il finanziamento da 35 milioni non dovesse arrivare.

Gli effetti del documento approvato si vedranno, così come l’intervento in regione e presso Arera da parte del sindaco Arena.

Un risultato però oggi c’è stato, ed è tutto squisitamente politico. Il Movimento 5 stelle è riuscito a portare dalla sua parte l’intero consiglio comunale. Non capita tutti i giorni ed è da festeggiare. Con un bicchiere d’acqua. Pubblica, s’intende.


Articoli: Fdi, approvato il divieto di distacco dell’acqua alle fasce più deboli – Ciambella (Pd): “Talete, Arena sostenga la gestione pubblica dell’acqua”


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19 novembre, 2019

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