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Viterbo - Comune - Concorso con le risposte segnate - Parla Lopomo della società Ibs sui fogli consegnati con le soluzioni - Da Arena a Vinciotti per tutti è stato: "Uno sbaglio materiale clamoroso"

“Un errore incredibile generato da un aggiornamento software”

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - Concorso comune - La conferenza

Viterbo – Concorso comune – La conferenza

Viterbo - La prima prova per il concorso da vigile urbano

Viterbo – La prima prova per il concorso da vigile urbano

Magnanimi e Lopomo

Magnanimi e Lopomo

Mauro Vinciotti

Mauro Vinciotti

Giovanni Arena e Mauro Vinciotti

Giovanni Arena e Mauro Vinciotti

Viterbo – “È stato un errore clamoroso ma è stato un errore”. Concorso del comune per la polizia locale con le risposte dei quiz segnate, arriva la precisazione di Mauro Vinciotti, comandante della polizia locale e presidente della commissione d’esame.

Il caso ha sollevato clamore e l’amministrazione comunale chiama la stampa per spiegare. Sindaco Arena, comandante Vinciotti e Giuseppe Lopomo della ditta che gestisce le procedure concorsuali, parlano all’unisono.

Si è trattato di un errore materiale. Grave, clamoroso, grossolano. Gli aggettivi si sprecano. Ma di errore si è trattato, sostengono. È una delle prime parole che pronuncia il sindaco e la più usata per tutta la durata dell’incontro. Errore materiale. E dalla ditta Ibs, Lopomo svela che a determinare il tutto è stata una serie di circostanze, innescata da un aggiornamento software che ha mandato in tilt un computer. La soluzione trovata al problema si è rivelata fatale, provocando la distribuzione dei fogli sbagliati.

“C’è stato un errore materiale – precisa Arena – rassicuro tutti, il concorso si è svolto regolarmente, giusto con due ore di ritardo. È stato un errore grossolano, può succedere.

A cinquanta persone è stato consegnato il foglio sbagliato. Con correttezza, i candidati lo hanno comunicato. Mi è stato garantito che le procedure successive sono state effettuate nel pieno di quanto prevede la normativa”.

Il primo cittadino, più che sulle cause, si sofferma sugli effetti. Ovvero la notizia. Come è uscita, sui media e sui social. “Sono amareggiato – spiega Arena – ci siamo trovati i fucili puntati pronti a sparare, senza poter replicare”. Pare quasi, nel racconto, che la parte peggiore della vicenda sia il dopo e non il durante. Il racconto più dell’accaduto.

Arena amareggiato e Vinciotti ha pensato di tutelarsi. “Non solo la mia persona – spiega il comandante e presidente di commissione – ma la commissione, la pubblica amministrazione e i cittadini che hanno preso parte al concorso. Dopo la gara, arrivata notizia su quanto stava circolando sul web, sono andato a relazionare alla polizia giudiziaria”.

Per il comandante c’è un fatto che viene prima di tutto: “Nessun atto è stato sequestrato dalla polizia giudiziaria – ricorda Vinciotti – qualcuno ieri ha chiamato i carabinieri. Sono venuti, ci hanno detto che non capivano quale reato potesse esserci e se ne sono andati. Lo stesso la guardia di finanza. Non hanno interrotto il concorso”.

Vinciotti va a ritroso. Ripercorre le modalità di consegna dei quiz. Procedura standard e tutto nella norma, fino a quando i candidati non hanno aperto la busta con i fogli.

“Uno ha notato una freccetta accanto a ogni quesito – ricorda Vinciotti – ce lo ha fatto presente subito. Abbiamo verificato l’errore della società nel distribuire i fogli del formulario 4. Invece di riprodurre quello in bianco, è stato stampato il correttore”. Con le risposte segnate.

La prova è stata sospesa, il questionario ritirato. A quel punto, ammette lo stesso presidente di commissione: “Una soluzione perfetta non c’è – osserva Vinciotti – in caso di un errore del genere, si segue la soluzione giuridicamente più corretta e che crea meno problemi.

A parere della commissione, andava fatto quanto imposto dalle regole del concorso. Ritirato il materiale, riformulato questionario e rifatta la prova”.

È stata presa una decisione. Per la commissione la migliore possibile, ma non al punto da mettere al riparo da eventuali azioni. “Qualsiasi atto amministrativo – precisa Vinciotti – è impugnabile, l’errore materiale è stato commesso, abbiamo agito di conseguenza. Se accadrà qualcosa lo affronteremo”.

A supporto della scelta da parte della commissione, il segretario generale Puopolo: “Era previsto, qualora qualcosa non avesse funzionato, che ci fossero processi di garanzia, ovvero il rinnovo della procedura”. Ovvero ripetere la prova con nuovi quesiti.

Quello che più di un candidato contesta è che la prova andava interrotta e ripetuta non lo stesso giorno. Per Vinciotti, rinviare la prova poteva significare creare problemi a chi magari veniva da lontano nel tornare.

Su un fatto tutti concordano. È accaduto: “Qualcosa di incredibile, un circostanza imprevedibile”. Parole di Giuseppe Lopomo, della Ibs, società che gestisce le procedure concorsuali. Un errore dovuto a un aggiornamento di Office avrebbe determinato un problema nell’accesso al database dei quesiti.

“Ho trovato la soluzione a questo problema – spiega Lopomo ma si è rivelata dannosa. Ho dato a un collega una pennetta con i file dei questionari e per mero errore è stato stampato non il file, ma il correttore”.

Lopomo precisa anche come mai circolasse il file con le risposte: “È stato prodotto per un altro computer, quello che poi doveva servire a correggere le risposte. Nessuno di chi imbustava ha fatto caso alle freccette, sicuri d’avere impostato la sequenza giusta. Scoperto l’errore, non si poteva far altro che ritirare tutto, proponendo un nuovo questionario”.

A quel punto una scoperta che suona quasi una beffa: “Abbiamo visto che eliminando un aggiornamento, il sistema funzionava correttamente, infatti poi è andato tutto in modo perfetto”.

Le polemiche ci sono state. E nemmeno poche: “La strumentalizzazione di qualche candidato che non aveva interesse a sottoporsi alla preselezione – taglia corto il responsabile della società – la prova poi è stata perfetta”.

Giuseppe Ferlicca


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21 novembre, 2019

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