Orte – Dopo la tempesta in consiglio comunale sul crollo nella scuola Don Pacifico Arcangeli, i capigruppo d’opposizione tirano le somme. “Ogni volta che Giuliani è alle strette, sbrocca, insulta e se ne va” dice Roberta Savoia di Idee chiare. “Non vorrei che alla fine le responsabilità vengano tutte scaricate su qualche povero Cristo di funzionario” aggiunge Angelo Ciocchetti di Anima Orte.
Secondo Savoia “è veramente assurdo che non sia stata fatta una copia dei documenti sequestrati. Oltretutto alla capigruppo, quando ho chiesto gli atti, il presidente Tofone non ci aveva detto che non c’erano”.
“Giuliani ha reagito come fa tutte le volte che viene messo in difficoltà: sbrocca, insulta, minaccia, se ne va, in generale non risponde alle domande – commenta l’esponente di Idee chiare -. E c’è una questione fondamentale che è rimasta irrisolta: perché il comune ha riaperto i locali mensa a ottobre, se tutto il piano che ospita mensa e palestra era chiuso per lavori? Dove sono i documenti che autorizzano bambini e personale a passare sotto il cantiere della palestra?”.
“I genitori sono legittimamente preoccupati da quello che è successo e dal silenzio dell’amministrazione – aggiunge Savoia -. Come fa Giuliani a dire che siamo stati noi a fomentarli? Noi vogliamo solo vederci chiaro e senza dubbio torneremo alla carica, non appena saranno disponibili tutti i documenti”.
“In amministrazione sembra ci sia Ponzio Pilato. Non vorrei che alla fine le colpe vengano scaricate tutte su qualche povero Cristo di funzionario” commenta Ciocchetti.
“È assurdo prendersi i meriti di lavori che non fai tu, come nel caso delle strade asfaltate dall’Astral, e chiamarsi fuori quando invece li fai – continua l’ex candidato sindaco di Anima Orte -. Mi sembra di vedere la scena della famosa barzelletta di Gigi Proietti: ‘qui te fregano a te, qui li fregamo noi’. Io capisco che certe cose fanno parte della politica, ma non è possibile non fare un minimo di mea culpa davanti a quello che è successo”.
“In maggioranza sono stati dei faciloni – chiude Ciocchetti -. Magari se fossi stato sindaco io, sarei stato facilone anch’io, ma io non sono il sindaco. A Giuliani gli onori, ma anche gli oneri. I lavori sono stati gestiti dall’amministrazione comunale, la mensa non si è riaperta da sola e i bambini sono usciti per due mesi passando sotto un ponteggio allestito. Questa è verità innegabile”.
Alessandro Castellani
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