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Economia - Il produttore di Civita Castellana ha vinto la sfida delle spalmabili a Fico Eataly world ed è secondo nella classifica del miglior torrone al cioccolato sul Gambero Rosso

Altro che Nutella, il top delle creme alla nocciola è quella di Luca Di Piero

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Luca Di Piero col suo torrone al gianduia

Luca Di Piero col suo torrone al gianduia e le creme

Cema alla nocciola di Luca Di Piero

Cema alla nocciola di Luca Di Piero

Ceme alla nocciola di Luca Di Piero

Ceme alla nocciola di Luca Di Piero

Civita Castellana – (a.c.) – Chissà cosa direbbe Matteo Salvini se assaggiasse le delizie di Luca Di Piero. In meno di un mese il proprietario dell’omonima azienda agricola nel territorio di Civita Castellana ha conquistato due grandi riconoscimenti: la vittoria nella sfida delle creme spalmabili alla nocciola a Fico Eataly world, a Bologna, e il secondo posto nella graduatoria dei migliori torroni al cioccolato del Gambero Rosso.

La crema si chiama Nòcciola ed era stata scelta per partecipare al contest nell’ambito del Nocciola day, l’8 dicembre. Tra venti diversi prodotti di tutta Italia, la spalmabile made in Civita Castellana ha portato a casa il primo premio.

Pochi giorni dopo, un altro successo. Sul numero di dicembre del Gambero Rosso, il morbido nocciola e gianduia di Di Piero è finito al secondo posto nella classifica dei torroni al cioccolato. “Il sottile scrigno di cioccolato perfetto e ben temperato – scrive la rivista – avvolge una pasta gianduia morbida e grassa ricca di nocciola (insieme a zucchero, burro di cacao, latte, estratto di vaniglia e lecitina di soia), una sorta di cremino dove occhieggia la frutta intera”.

“I miei sono prodotti il più possibile a filiera chiusa – spiega Di Piero -. La nocciola viene dai campi dell’azienda agricola, il gianduia lo produciamo qui utilizzando un cacao che arriva da un’azienda italiana. Cerchiamo di sfruttare la nostra terra e il buon made in Italy”.

Secondo il produttore di Civita Castellana, “finora la nocciola piemontese è sempre stata la più prestigiosa, ma solo perché nella Tuscia mancano artigiani che lavorino il prodotto a un certo livello. Le industrie conoscono bene la qualità della nocciola viterbese, tant’è vero che alcune addirittura la comprano e la rivendono spacciandola per piemontese. Noi dobbiamo riuscire a valorizzare la nostra ricchezza”.

“La mia azienda punta tantissimo sul prodotto di qualità – aggiunge Di Piero -. Seguiamo la coltivazione con tutte le cure agronomiche del caso e poi facciamo un’attenta selezione dopo la raccolta. In questo modo riusciamo a offrire un prodotto che soddisfi gli standard dell’alta cucina, tant’è vero che le nostre nocciole vengono utilizzate anche da grandi chef come Massimo Bottura”.


Articoli: Battistoni: “Luca Di Pietro campione made in Italy, complimenti”


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3 gennaio, 2020

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