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Civita Castellana - Viaggio degli studenti ad Auschwitz bloccato dal comune - Parla la consigliera Pd che ha ricevuto insulti sessisti

“Questa non è politica, ho paura per me e i miei figli”

di Stefania Moretti
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Vanessa Losurdo

Vanessa Losurdo

Viaggio ad Auschwitz, il post

Viaggio ad Auschwitz, il post

Civita Castellana – Uno stillicidio di insulti su Facebook. Il profilo tappezzato al punto da doverli bloccare. Ma nemmeno quello è bastato. 

Le offese a Vanessa Losurdo, consigliera comunale Pd a Civita Castellana, e ad altri colleghi dell’opposizione come lei, sono proseguite su altre pagine social. Toccando il culmine dell’irruenza con la vicenda dello scontro politico sul viaggio ad Auschwitz per gli studenti vincitori di un concorso letterario indetto dal comune. Concorso e viaggio bloccati dalla giunta leghista di Franco Caprioli. 

“Io non volevo dargli neanche peso – dice Simone Brunelli, 26 anni e lo scranno da capogruppo Pd al consiglio comunale di Civita -. Non mi andava di dare visibilità a un gruppetto di persone che si dichiarano fasciste. Ma ormai la cosa è diventata di dominio pubblico e, del resto, alcune uscite sono state pesanti. A me hanno scritto che mi avrebbero riempito le tasche di sassi e buttato al fiume, tanto per fare un esempio”.

Ma è stata soprattutto la consigliera Losurdo a fare il pieno di commenti offensivi. Una storia che inizia da lontano: Losurdo era assessore alla Cultura nella giunta Angelelli, che ha preceduto quella di Franco Caprioli targata Lega. “Mi era già capitato in passato di ricevere insulti su Facebook, ma molto più lievi – spiega la consigliera Pd -. Venivo definita ‘la casalinga del nord che non sa neanche cucinare’, oppure ‘ospite’: io sono originaria di Torino ma vivo a Civita ormai da diciott’anni… uscite comunque sessiste, ma di tutt’altro tenore rispetto a quelle successive”. 

Quand’è che i toni hanno cominciato a inasprirsi? 
“Dopo che abbiamo perso le elezioni, ma in particolare quando abbiamo sollevato perplessità sulla gestione della biblioteca comunale. L’opposizione ha fatto un esposto a seguito del quale la procura ha aperto un’indagine. C’erano cose che non ci tornavano, come le tempistiche dell’affidamento del servizio. Poi, tra ottobre e novembre, c’è stato un crescendo, in coincidenza con la decisione del comune di non pagare il viaggio ad Auschwitz agli studenti. Come opposizione abbiamo insistito e avviato una raccolta firme, finché non si è mobilitata la Regione. Il comune ha messo a disposizione dei fondi per premiare gli studenti con delle medaglie e, nello stesso giorno, ha deliberato lo stanziamento di 6mila euro per un concorso sulle foibe. Nella questione del concorso letterario con premio il viaggio ad Auschwitz, tra l’altro, io ero direttamente coinvolta: me ne ero occupata personalmente, da assessore alla Cultura nella vecchia giunta”. 

Cosa le hanno scritto queste persone? E  dove?
“Inizialmente sul mio profilo Facebook. Erano sempre i soliti 4-5 che conosco solo di vista, parenti o in generale gente vicina ai membri dell’amministrazione comunale. Scrivevano cose tipo che sono ‘l’Anna Frank dai capelli rossi della Tuscia’. O che dovrei ‘andare sulla Flaminia a prostituirmi perché tanto le romene non ci sono più’. O che meriterei ‘calci nel mio culo flaccido’. Oppure mi consigliavano di ‘trombare in giro, perché così sarò meno acida’. Io ho sbagliato rispondendo a un certo punto in modo sgarbato e definendoli ‘marmaglia’, cosa di cui mi scuso. Loro, quindi, hanno aperto una pagina Facebook per darmi contro”.

Le hanno anche augurato la morte, scrivendo di volerla vedere “stesa sul marmo”? 
“Quello era un augurio collettivo, a me e ad altri consiglieri. Mi pare dicessero che l’unico posto dove potevamo stare bene era il marmo dell’obitorio o qualcosa del genere. Siamo stati messi un po’ alla gogna, mettiamola così. Io di più perché sono una donna e sono percepita forse come più debole degli altri. Ho subìto attacchi anche sulla fisicità, sul sesso, hanno preso di mira persino mia madre. Cose che ai miei colleghi uomini sono state risparmiate”.

Le risulta che gli autori di post e commenti offensivi siano persone di estrema destra?
“Se hanno la tessera di qualche partito non lo so. Sicuramente sono noti in paese come gente vicina all’estrema destra. Poi basta andare sui loro profili: qualcuno di loro lo dice chiaramente. Alcuni dei messaggi, poi, hanno il like di certi nostri assessori o consiglieri. Cosa abbastanza grave…”.

Ha sporto denuncia?
“Non ancora. Non escludo di farlo. Li ho bloccati tre mesi fa e sono riuscita a vivere un pochino meglio. Ho messo delle restrizioni al mio profilo perché sono madre di due ragazzini di 9 e 14 anni. Sapere che la loro mamma sia derisa in modo così pesante non dev’essere piacevole per loro. Poi erano messaggi che infastidivano non solo me ma anche chi leggeva. Ho pensato di tenere un profilo più basso, anche se non è che abbia mai fatto grosse polemiche sui social… mi sono detta di usare toni ancora più calmi. Diciamo che, in qualche modo, mi sono sentita ‘vincolata’. È stato pesante… erano attacchi continui. Se non tutti i giorni, quasi. Poi, quando non potevano più scrivere a me, pubblicavano messaggi offensivi altrove”. 

Ha avuto paura?
“Sì. Questi commenti sono pubblici. Non sai mai a chi possono arrivare. Magari a gente impressionabile o che può pensare che, dalle male parole, si possa passare ai fatti. Civita è piccola, siamo tutti rintracciabili. La preoccupazione c’è perchè non sai mai dov’è il limite”. 

L’amministrazione comunale le ha espresso solidarietà, ma al tempo stesso ritiene che sia stata l’opposizione “a creare e alimentare un clima di tensione e malessere”. 
“Quindi? Vuol dire che è colpa nostra perché abbiamo svolto il nostro ruolo e, se non l’avessimo fatto, non sarebbe successo niente? In politica non funziona così, qualcuno dovrebbe dirglielo… Noi ci siamo limitati a fare il nostro dovere di opposizione. Insulti di quel tenore non sono politica. Io su Facebook sono amica di persone anche di estrema destra con cui parlo, discuto e poi mi vado a prendere un bicchiere di vino. Quello che è stato scritto a me e ai colleghi non c’entra nulla con la politica”. 

Stefania Moretti


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18 gennaio, 2020

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