Capodimonte – (sil.co.) – Agli arresti domiciliari per stalking non risponde al citofono ai carabinieri che gli vanno a suonare a casa nel cuore della notte e finisce a processo per evasione.
Ieri davanti al giudice Giacomo Autizi il colpo di scena. “Non sono evaso, sono sordo”, ha detto l’imputato, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, che ha prodotto in aula tutta la relativa documentazione.
I carabinieri gli hanno citofonato inutilmente due volte, la notte tra il 28 e il 29 aprile e la notte tra l’8 e il 9 maggio 2018.
“Da un orecchio sono completamente sordo, dall’altro ci sento poco. Secondo su quale dormo non sento niente di niente. I carabinieri lo sapevano, era già successo. Gli avevo già detto che se volevano gli davo la chiave oppure gli lasciavo la porta di casa aperta”, ha spiegato, rilasciando spontanee dichiarazioni prima della sentenza.
A fronte della versione fornita dall’imputato, corroborata dalla perizia audiometrica, la stessa accusa ha chiesto l’assoluzione, accordata dal giudice dopo una camera di consiglio lampo.
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