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Tribunale - Così avrebbe minacciato la ex un quarantenne imputato di maltrattamenti in famiglia - La difesa chiede una perizia psichiatrica sulla vittima

“Io non ho paura né di te, né di quel pezzo di merda che sta sopra”

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L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato di parte civile Franco Taurchini

Viterbo – Ex marito a processo per maltrattamenti in famiglia, la difesa chiede una perizia psichiatrica sulla vittima. 

Imputato un quarantenne, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, comparso ieri per la prima volta davanti al giudice Giacomo Autizi, dopo essere stato colpito, sette mesi fa, dalla misura del divieto di avvicinamento alla ex convivente e madre delle sue tre figlie, tutte bambine in tenera età.

I fatti risalgono al periodo giugno-luglio 2019.

Una volta l’imputato, riaccompagnando a casa della ex una delle figlie, avrebbe forzto il prtone d’ingresso con una spallata e, gettando dei pannolini sul pavimento, avrebbe gridato alla donna: “Bastarda,io ti ammazzo. I pannolini li ho comprati”.

Un’altra volta, avendo notato delle biciclette parcheggiate sotto l’abitazione. le avrebbe detto: “Vedo che hai ospiti. Comunque dì i tuoi amici che li prenderà tutti sotto con la macchina”. E ancora, riferendosi al nuovo compagno della donna: “Io non ho paura né di te, né di quel pezzo di merda che sta sopra”. 

“Chiedo che venga disposta una perizia psichiatrica d’ufficio sulla parte offesa, dal momento che già in occasione dell’udienza preliminare è stata prodotta una consulenza in cui si dice che soffre di uno sdoppiamento della personalità per cui confonde realtà e fantasia”, ha detto l’avvocato De Santis, presentando anche una richiesta di revoca dell’allontanamento per permettere all’imputato di ristabilire un rapporto con le figlie, che dallo scorso mese di luglio può vedere solo per venti minuti a volta alla presenza di un’assistente sociale. 

Alla richiesta, rigettata dal giudice, si era opposto anche il difensore di parte civile della donna. “Prima sentiremo la vittima, poi si deciderà se è il caso di disporre una perizia psichiatrica”, ha detto il magistrato, riservandosi la decisione a istruttoria iniziata.

Il processo entrerà nel vivo il prossimo 7 maggio quando, nel corso dell’udienza, saranno sentiti la vittima e altri testimoni dell’accusa. 

 


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14 febbraio, 2020

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