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Pisa - Sono accusati di omissione di soccorso - Vittima il caporalmaggiore Tiziano Celoni di Gallese - Prima udienza il 20 febbraio

Parà morto in caserma, alla sbarra tre ex commilitoni

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Il parà Tiziano Celoni

Il parà Tiziano Celoni

Gallese - I funerali del parà Tiziano Celoni

Gallese – I funerali del parà Tiziano Celoni

Pisa – In tre a processo per la morte del paracadutista 27enne Tiziano Celoni tragicamente scomparso a Pisa la mattina del 10 novembre 2017.

Accusati di omissione di soccorso con l’aggravante della morte della vittima, sono i soldati che lo avrebbero trascinato dell’automobile alla branda, dove il caporalmaggiore originario di Gallese fu trovato agonizzante dopo oltre cinque ore, e dove lo avrebbero lasciato solo. Compariranno davanti al giudice Eugenia Mirani del tribunale di Pisa il prossimo 20 febbraio. A darne notizia il quotidiano La Nazione.

Tiziano Celoni, del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti di Bracciano, fu trovato morto nella sua branda mentre si trovava al Capar di Pisa, dove era giunto a metà settembre per svolgere mansioni logistiche nell’ambito di un corso di addestramento. La sera prima, un giovedì, era stato a cena fuori con degli amici. Secondo l’accusa, i tre suoi ex commilitoni non lo aiutarono quando lui stava male.

Come riporta La Nazione, sono stati citati direttamente a giudizio “Fabio Tirrito (difeso dagli avvocati Francesca Baregi e Gabriella Cirillo), Augusto Simeoni e Alessio Fracassi (assistiti da Isabella Martini)”.

La mamma, un’avvocatessa, è pronta a costituirsi parte civile con Max Giordano Marescalchi mentre il papà, un poliziotto, lo farà con il legale Muriel Petrucci. Tiziano era l’unico figlio della coppia.

Secondo l’autopsia il 27enne avrebbe ingerito “un mix di alcol e cocaina che lo avrebbe reso privo di conoscenza”. Per l’accusa, però, se fosse stato soccorso, si sarebbe potuto salvare.

La vittima avrebbe passato la notte in un’auto fuori della caserma “Gamerra” con Tirrito che, in base ai filmati della videosorveglianza, verso le 8 avrebbe chiamato Fracassi e Simeoni per portarlo in caserma, lasciandolo sulla branda.

Attorno alle 13,30 è Fracassi a trovare Celoni molto grave. A quel punto contatta Tirrito e il 118. Il medico dell’ambulanza fa il possibile, ma non c’è nulla da fare. Scattano le indagini.

In caserma arrivarono i carabinieri della compagnia, guidati dall’allora maggiore Cristina Spina. Con loro il pubblico ministero Sisto Restuccia, il quale dispose l’autopsia affidata al medico legale Luigi Papi.


 – Picchetto d’onore per l’addio al parà Tiziano Celoni


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12 febbraio, 2020

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