Viterbo – “L’incognita dei bus pesa sulla ripartenza della scuola a settembre”. A parlare è Massimo Bonelli, preside del liceo scientifico Ruffini di Viterbo e dell’istituto Colasanti di Civita Castellana e anche delegato dei dirigenti scolastici di tutta la Tuscia per la predisposizione del piano dei trasporti e, quindi, il referente per la Cotral.
Una quindicina di giorni fa Bonelli ha consegnato alla Cotral la mappa degli spostamenti dei ragazzi pendolari di tutta la provincia. “Sono circa 2800 i ragazzi che vengono a Viterbo dai paesi – spiega Bonelli – e più di mille i ragazzi che si spostano Viterbo su Viterbo”.
A fronte di tutti questi spostamenti, Bonelli spiega che la ripartenza sarà piuttosto complicata da gestire se si pensa che sui bus bisognerà garantire il distanziamento sociale e quindi la capienza del singolo mezzo diminuirà di conseguenza.
“Credo – spiega Bonelli – che per il rientro a settembre sia necessario pensare a un piano dettagliato. Gli arrivi a Viterbo sono oltre 2mila e non sarà facile la ripartenza a settembre. La Cotral, cosa che comunque non è possibile e fattibile, dovrebbe aumentare le corse per portare tutti i ragazzi a destinazione. I mezzi non potrebbero gestire neanche la situazione che si andrebbe a creare con la divisione della classe in due e l’alternanza delle lezioni casa-scuola. Con questa situazione bisognerebbe forse pensare a frazionare in quattro o cinque parti le classi“.
Bonelli crede che forse per le scuole medie sarà più facile la ripartenza. “Si può ipotizzare – chiarisce – che i ragazzi delle medie vadano a scuola a piedi o accompagnati dai genitori. Si può pensare a ingressi scaglionati. E quindi la questione è più fattibile”.
Potrebbe essere più facile invece incrementare le corse del treno per la linea Civita Castellana-Viterbo. “La Contral – spiega Bonelli – aveva detto che, nei limiti della possibilità, avrebbe cercato di aumentare le corse del treno Civita Castellana Viterbo. E questo potrebbe essere fattibile. Ma ovviamente il treno serve una parte del territorio. Il problema è quindi molto più ampio”.
Per Bonelli a settembre si può pensare a una scuola con compresenza di didattica in presenza e a distanza. “Per tutto questo credo – spiega – che la situazione più fattibile a settembre sia di dividere le classi in due sottogruppi. In modo che i ragazzi possano fare lezione tra casa e scuola a settimane alterne. Al più presto dobbiamo cercare di tornare a un minimo di didattica in presenza”.
Una soluzione da mettere in pratica almeno nei primi mesi dell’inizio scolastico. Poi, conclude Bonelli, “tutto va modulato e aggiornato in base ai contagi”.
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