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Sport - Stefano Camilli lascia moglie, due figli e una seconda famiglia composta dai supporter gialloblù - Da ieri pomeriggio il gruppo "Antichi valori" sta effettuando una raccolta fondi per i famigliari

Se ne va un tifoso buono, da quarant’anni al fianco della sua amata Viterbese

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Viterbo - Stefano Camilli

Viterbo – Stefano Camilli

Viterbo - Stefano Camilli e altri tifosi della Viterbese con Roberto Pini

Viterbo – Stefano Camilli e altri tifosi della Viterbese con Roberto Pini

Viterbo - Una vecchia foto di Stefano Camilli e altri tifosi della Viterbese

Viterbo – Una vecchia foto di Stefano Camilli e altri tifosi della Viterbese

Viterbo – (s.s.) – Guardia giurata nel lavoro ma anche nel tifo.

Nemmeno al Rocchi Stefano Camilli svestiva i panni di vigilantes. Tanto che la Viterbese, nel suo saluto di ieri, lo ha definito “Guardiano dei colori gialloblù”.

Tifoso storico, è stato tra i fondatori del gruppo “Antichi valori” che occupa la parte sud della tribuna centrale e macina chilometri su e giù per l’Italia per tener fede al motto “Mai sola”.

Impossibile per calciatori, supporter e addetti ai lavori non conoscere il volto di quel tifoso buono e presente allo stadio da circa quarant’anni. Si è spento ieri, alla soglia dei 50, lasciando un vuoto immenso tra i familiari e i tifosi, molti dei quali considerava la sua seconda famiglia.

Fortemente legato all’ex presidente Piero Camilli e preoccupato, in estate, per via del cambio di proprietà a favore di Marco Romano, Stefano ha vigilato a lungo assieme agli amici sulle trattative che hanno portato alla cessione del club. Nonostante un po’ di diffidenza iniziale nei confronti del nuovo patron, è stato tra i primi a confermare l’abbonamento mostrando ancora una volta amore indiscusso per i colori della sua città.

La sua presenza agli allenamenti della squadra, prima o dopo i turni di lavoro, era quasi una costante fino all’arrivo del Coronavirus. Altrettanto scontata era la sua partecipazione alle trasferte sui campi di periferia, che contano molto di più dei principali come Marassi, Moccagatta, Brianteo o Arena Garibaldi in cui comunque era sempre presente.

Molto spesso la sua era una voce fuori dal coro. Quella di un tifoso convinto della sua fede e che pretendeva altrettanto dal club che sosteneva così fermamente. Tra i suoi crucci la mancata ricostruzione della tribuna Pratogiardino, che ha lasciato sguarnita la parte ovest dello stadio e che secondo lui avrebbe portato alla Palazzina un numero maggiore di tifosi. “Senza la Pratogiardino ‘sto stadio è mozzato” era solito dire nelle animate discussioni tra tifosi a bordo campo.

Se n’è andato ieri, Stefano. A ridosso del primo anniversario della vittoria di una coppa Italia che è stato tra i primi a credere di poter vincere. Dopo l’amarezza di Alessandria, l’8 maggio ha potuto alzare al cielo l’ultimo trofeo vinto dalla sua amata Viterbese.

Se n’è andato andato un grande pezzo di storia gialloblù, che lascia una moglie e due figli a cui i tifosi, da ieri, stanno dedicando una raccolta fondi. Per effettuare una donazione basterà andare allo stadio: entrando dall’ingresso principale si potrà raggiungere il banchetto allestito dagli “Antichi valori” che rimarrà attivo fino a domenica (la mattina dalle 9 alle 13 e il pomeriggio dalle 15 alle 19). Il tutto si svolgerà con il consenso di comune, questura e Viterbese secondo le norme vigenti sul Coronavirus.

Samuele Sansonetti


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Multimedia: Video: Vigilantes si toglie la vita, tragedia al Pilastro – Fotocronaca: Vigilantes si toglie la vita


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7 maggio, 2020

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