Viterbo – Un colpo di pistola alla tempia poco prima di attaccare il turno. Stefano Camilli aveva già indossato la divisa da vigilantes ed era sceso sotto casa per andare a lavorare.
Poi non ce l’ha fatta più.
Ha preso in mano l’arma di servizio, se l’è puntata alla tempia e ha premuto il grilletto. Un colpo che molto probabilmente gli è stato subito fatale. Poi un altro, partito mentre stava cadendo a terra, che si è conficcato nell’asfalto di via Don Minzoni, al quartiere Pilastro di Viterbo.
Era ancora l’alba. I vicini di casa hanno sentito lo scoppio degli spari e hanno chiamato le forze dell’ordine e i soccorsi. Ma Stefano Camilli, 46 anni, era già morto.
Poche ore e la notizia del suo suicidio ha fatto il giro della città lasciando tutti sconvolti e addolorati. A piangere Stefano non c’è solo la sua famiglia, sua moglie, i suoi due figli, i colleghi dell’istituto di vigilanza privata. Ci sono anche tanti, tantissimi amici e conoscenti, molti dei quali membri di quella che in qualche modo era stata per lui una seconda famiglia: la Viterbese e il mondo gialloblù.
Stefano Camilli era un tifoso storico della Viterbese, colonna portante del gruppo Antichi Valori. Ricordava ogni partita, ogni giocatore, ogni aneddoto. E si dava da fare come poteva per sostenere la squadra anche in trasferta, riempire lo stadio Rocchi, colorarlo di giallo e di blu. Gli stessi colori che aveva impressi nel cuore.
Il gruppo degli Antichi Valori si è subito organizzato per stare vicino alla famiglia di Stefano. Già nella tarda mattinata di ieri un avviso sui cancelli dello stadio spiegava come per alcuni giorni, fino al 10 maggio, sarà possibile portare al Rocchi un’offerta da destinare alla moglie e ai figli di Stefano Camilli.
Difficile ricostruire nel dettaglio i motivi che abbiano spinto il 46enne all’estremo gesto. Sta di fatto che già da tempo pare che lamentasse segni di disagio. Si sentiva stanco, depresso, anche a causa delle pesanti restrizioni causate dalla quarantena per il contenimento del Coronavirus. La clausura forzata aveva peggiorato le cose.
Gli agenti della squadra volante della polizia e della polizia locale, intervenuti sul posto della tragedia, non hanno trovato alcun biglietto d’addio, ma pare che Camilli avesse raccontato ad alcuni amici della sua sofferenza, manifestando anche intenti suicidi.
Il suo profilo Facebook è stato invaso dai messaggi di cordoglio e affetto. Molti di questi sono accompagnati dalle foto di Stefano allo stadio o in viaggio in macchina verso qualche trasferta della Viterbese. Foto vecchie di anni e foto recentissime di qualche mese fa, che raccontano come quella passione per il calcio lo abbia accompagnato davvero per tutta la vita.
I funerali di Stefano Camilli non sono stati ancora fissati perché la salma è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli Antichi Valori hanno già annunciato che, quando sarà celebrata, due tifosi del loro gruppo prenderanno parte alla cerimonia funebre in rappresentanza di tutti gli altri, nel rispetto delle normative legate all’emergenza Covid 19.
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