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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Ma il pm romano annuncia querela: "I fatti di cui si parla non sono mai avvenuti"

Palamara: “Che facevano a cena insieme Albamonte e Ferranti?”

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Luca Palamara

Luca Palamara

Donatella Ferranti

Donatella Ferranti

Il pm romano Eugenio Albamonte

Il pm romano Eugenio Albamonte

Viterbo – Luca Palamara non vuole fare il capro espiatorio di quello che definisce “sistema”. 

L’ex pm romano ed ex consigliere del Csm, appena espulso dall’Associazione nazionale magistrati (Anm) che ha presieduto fino al 2012, ammette di “aver accettato regole del gioco sempre più discutibili”, alludendo alla spartizione delle cariche direttive tra esponenti delle varie correnti. D’altro canto, però, non ci sta a passare per il manovratore unico: ha promesso di fare i nomi di tutti coloro che erano della partita. Cioè di chi, secondo lui, ha contribuito a incidere pesantemente su certi meccanismi di nomina di certi procuratori. 

In due interviste a Repubblica e al Fatto Quotidiano (quest’ultima citata anche da Libero) Palamara, indagato per corruzione a Perugia, parla, tra gli altri, di Donatella Ferranti ed Eugenio Albamonte.

La prima, originaria di Tarquinia, da sostituto procuratore a Viterbo ha poi intrapreso la carriera politica, eletta in Parlamento col Pd; presidente della commissione Giustizia alla Camera dal 2013 al 2018, è tornata a vestire la toga in Cassazione. Albamonte, invece, è pm a Roma, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati e segretario di Area, corrente di sinistra della magistratura.

“Quante persone in questi anni sono venute da me a proporsi?”, si chiede Palamara nell’articolo di Libero. Che continua: “Aggiunge di essere determinato a dimostrarlo ‘in qualunque sede’. Ma a chi si riferisce? ‘A Eugenio Albamonte e Donatella Ferranti, per esempio. Per quanto mi risulta si sono frequentati come io ho incontrato Luca Lotti e Cosimo Ferri. Non credo che abbiano parlato solo di calcio‘”. 

Palamara dice di non sapere cosa i due si siano detti, ma lascia aperta la porta del dubbio. “Ritiene, insomma, che abbiano discusso di nomine negli uffici giudiziari?”, gli si chiede sull’articolo di Libero. Lui risponde: “Diciamo che non lo posso escludere. Esisteva anche un rapporto tra Ferranti e il vicepresidente del Csm David Ermini: erano compagni di partito'”.

L’ex pm indagato Palamara lancia dalle colonne del Fatto e di Libero un interrogativo insinuante: “Che facevano a cena insieme Albamonte e Ferranti?”. 

Analoghi i contenuti su Repubblica. Diana Milella gli chiede “chi sarebbero quelli che, oggi nel comitato direttivo centrale dell’Anm hanno rimosso il ricordo delle cene e degli incontri con i responsabili giustizia dei partiti”. Palamara risponde: “Trovo fisiologico che chi ha determinate cariche rappresentative nella magistratura interloquisca con la politica. Ma trovo meno condivisibile che ci siano procuratori della Repubblica che vadano a cena con i politici. Quanto al mio promemoria (l’intervento che Palamara aveva scritto per leggerlo davanti all’Anm, ma non gli è stato permesso, ndr) mi riferivo ad esempio ai rapporti tra l’allora presidente della commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti, eletta nel Pd, ed Eugenio Albamonte, pm di Roma e della sinistra di Area, come ad esempio in occasione della nomina del vicepresidente del Csm David Ermini o degli avvocati generali della Cassazione”.

La giornalista gli fa notare che lancia accuse pesanti. “Non sto lanciando assolutamente accuse – replica Palamara -. Io considero tutto questo come rapporti fisiologici tra magistratura e politica per acquisire ulteriori notizie e informazioni rispetto a quanto scritto nei curriculum che spesso sono sovrapponibili”.

Luca Palamara è attualmente indagato. Alcune ipotesi di reato, inizialmente a suo carico, sono cadute. L’indagine è stata chiusa dalla fine di aprile. È a quel punto che gli atti sono diventati pubblici e sono iniziate a circolare alcune delle chat tra Palamara e molti suoi colleghi non indagati. Anche per questo si parla di “caos o scandalo procure”. 

Da quanto emerso finora da queste conversazioni, l’ex sostituta procuratrice viterbese “messaggiava con Luca Palamara per sponsorizzare tre magistrati“; questo ha scritto poche settimane fa il quotidiano La Verità, riportando messaggi Whatsapp tra i due. Ferranti ha detto che sta valutando di rivolgersi a un legale per tutelarsi e che ha sempre camminato a testa alta. 

Albamonte, intanto, annuncia di voler adire le vie legali. “Ho ricevuto mandato dal dottor Eugenio Albamonte, pm a Roma e segretario di AreaDg, per proporre querela nei confronti del dottor Luca Palamara”, ha dichiarato il suo avvocato Paolo Galdieri. Che spiega che Palamara, “in una serie di interviste rese oggi (ieri e l’altro ieri, ndr) ha diffamato Albamonte parlando di fatti mai avvenuti e, in particolare, di non meglio precisate cene tra il mio assistito e l’onorevole Donatella Ferranti, già presidente della commissione Giustizia della Camera dei deputati, nelle quali si sarebbe discusso della nomina del vicepresidente del Csm David Ermini e delle nomine di avvocati generali della Cassazione”.


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22 giugno, 2020

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