Viterbo – (g.f.) – E se il problema di Talete fosse la politica? Potrebbe essere la scoperta dell’acqua calda.
La società idrica ha i suoi problemi e la politica anziché essere di supporto per quello che può, sembra rappresentare un peso.
Soprattutto, quando si tratta di scegliere presidente, consiglieri, ovvero, mettere la pedina x al posto y.
La storia si ripete e non c’è destra, sinistra o centro che tengano. Stessa scena, come quella che si sta consumando in queste ore.
C’è da rinnovare il collegio sindacale. Organismo tecnico importante, in assenza del quale Talete è se non bloccata, quasi. Dovrebbe essere semplice. Incarico tecnico, si sceglie un tecnico. Tutto risolto. In un mondo normale sarebbe così. Invece, manco per sogno.
Non sono bastate due riunioni per venirne a capo.
La volta scorsa, l’assemblea dei soci-sindaci ha rinviato tutto a ieri. Mancava l’intesa.
Con due giorni di tempo, era scontato aspettarsi fumata bianca. Macché.
Pure la seconda è andata a vuoto. Altro buco nell’acqua. E altro rinvio. Stavolta a venerdì.
Sembrerebbe che la Lega abbia indicato un nominativo, ma i problemi sono iniziati quando si è trattato di scegliere, contestualmente, a chi affidare la presidenza.
Ruolo reclamato, pare, dai leghisti. Ma anche dal Pd.
E siccome una presidenza in tandem non è possibile, alla fine non c’è stato altro da fare che rinviare. Politica annacquata.
– Talete, non c’è l’accordo e salta l’elezione del collegio sindacale
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