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Il giornale di mezzanotte - Tribunale - Per la prima volta in un processo l'associazione che gestisce la Casa delle donne di Vetralla

Picchiata davanti alla figlioletta, parti civili la vittima e l’associazione antiviolenza Battiti

di Silvana Cortignani

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Stefania Giommi e Giulia Ragonese

Tribunale – Stefania Giommi dell’associazione Battiti e Giulia Ragonese della Casa delle donne

Da sinistra: Arianna Dilio, Maria Grazia Carnevale, Stefania Giommi e Giulia Ragonese

Tribunale – Da sinistra: Arianna Dilio, Maria Grazia Carnevale, Stefania Giommi e Giulia Ragonese

Viterbo – (sil.co.) – Per la prima volta parte civile in un processo per maltrattamenti in famiglia l’associazione Battiti. Casa delle donne, il centro d’ascolto di Vetralla che dal 2016 fornisce consulenza legale e psicologica gratuita nonché assistenza pratica alle vittime. 

Tra le più recenti vittime di violenza di genere c’è una donna, madre di una bambina con un lieve ritardo dalla nascita, che sarebbe stata maltrattata dall’ex marito, anche di fronte alla figlioletta.

Pochi mesi fa ha chiesto aiuto a Battiti, sporgendo denuncia contro l’uomo, sottoposto a divieto di avvicinamento e finito in tempi brevissimi sotto processo davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone con l’accusa, per l’appunto, di maltrattamenti in famiglia.

L’associazione, nel frattempo, continua a fornirle assistenza e a occuparsi del suo caso.

Ieri presso il tribunale di Viterbo si è tenuta l’udienza di ammissione prove, che si è aperta con la richiesta di costituzione civile sia della parte offesa che del centro antiviolenza Battiti, rappresentati rispettivamente dalle avvocatesse Maria Grazia Carnevale e Arianna Dilio.

In aula anche la presidente dell’associazione Stefania Giommi e Giulia Ragonese, che gestisce la Casa delle donne. 

La difesa si è opposta alla costituzione di parte civile dell’associazione Battiti. Il collegio, dopo una breve camera di consiglio, ha invece accolto la richiesta sottolineando come l’associaizone sia “operativa nell’ambito del territorio di Vetralla, luogo dei fatti contestati” e come il personale abbia “espletato attività di assistenza e supporto alla vittima”. 

“Per noi è la prima costituzione di parte civile in un processo. Sapevamo che sarebbe stata dura, perché la difesa si sarebbe opposta, quindi siamo molto soddisfatte. Ci abbiamo creduto e lavorato molto. Si tratta di un passaggio importante, per dire alle vittime che non sono e non resteranno sole. La violenza sulle donne è un problema culturale, il nostro obiettivo è far passare il messaggio che ogni lesione a una donna è una lesione alla collettività intera”, hanno commentato Giulia Ragonese e la presidente Stefani Giommi, lasciando il tribunale dopo l’udienza.

Il processo, di cui Battiti sarà per la prima volta una delle parti, entrerà nel vivo il 13 gennaio con l’ascolto dei primi testimoni dell’accusa. 

Silvana Cortignani


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10 settembre, 2020

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