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Tribunale - Divieto di dimora a Proceno per l'imputato, un romano proprietario di una seconda casa - E' accusato anche di stalking a una coppia di vicini

Prende a sassate sindaco, vicesindaco e assessore, alla sbarra un 52enne

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Proceno – (sil.co.) – Perseguita una coppia di vicini e prende a sassate sindaco, vicesindaco e un assessore di Proceno, giudizio immediato per l’aggressore. 

Sul banco degli imputati un 52enne di Roma, proprietario di una seconda casa nel piccolo borgo dell’Alta Tuscia al confine con la Toscana. Il processo si è aperto giovedì scorso davanti al giudice Giacomo Autizi. 

L’uomo, difeso dall’avvocato Stefano Puppini del foro di Roma, è attualmente sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora a Proceno.

Titolare delle indagini la pm Chiara Capezzuto che, a fronte dell’evidenza della prova, lo scorso 16 giugno ha chiesto il “processo subito”, senza il passaggio dall’udienza preliminare, accolto dalla gip Rita Cialoni. 

Era lo scorso 4 aprile quando il 52enne si è messo a tirare sassate contro i pubblici amministratori. Ad avere la peggio è stato il vicesindaco Roberto Pinzi, che si è costituito parte civile al processo con l’avvocato Vincenzo Dionisi dopo essere finito in ospedale con una prognosi di dieci giorni a causa del lancio di una pesante pietra di basalto in direzione sua, del sindaco Cinzia Pellegrini e dell’assessore Alessandro Piferi.

Pinzi, raggiunto alle gambe dal grosso masso raccolto per strada dall’imputato, ha riportato lesioni personali consistite in un”trauma contusivo-distorsivo di caviglia piede sinistro”. 

Ma sindaco, vicesindaco e assessore non sarebbero le sole vittime. Oltre che di lesioni personali aggravate dall’utilizzo di un oggetto atto a offendere, il 52enne è infatti accusato, nell’ambito dello stesso processo, anche di stalking.

Contro di lui, assistiti dall’avvocato Andrea Occhione, si sono costituiti parte civile, per quest’ultimo reato, marito e moglie, di 75 e 49 anni.

Il romano avrebbe perseguitato in modo perdurante la coppia, addirittura dall’aprile di quattro ani fa fino allo scorso 10 aprile, filmando i coniugi col telefonino e perfino posizionando uno specchio ovale sul terrazzo della sua abitazione per spiarli. 

Sarebbe perfino arrivato a schernire il 75enne, portatore di una invalidità che ne limita l’uso della parola, con la frase “Muto, parla muto”. 

Il processo, dopo le costituzioni di parte civile e l’ammissione delle prove, entrerà nel vivo il prossimo mese di gennaio. 


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16 settembre, 2020

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