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Sanità - L'appello di Chiara Frontini (Viterbo 2020) all'indomani dell'annuncio del sindaco Giovanni Arena di voler richiudere gli istituti: "I ragazzi vanno controllati fuori"

“Non si commetta l’errore di richiudere le scuole”

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Viterbo - La consigliera comunale Chiara Frontini

Viterbo – La consigliera comunale Chiara Frontini

Viterbo – “Non si commetta l’errore di richiudere le scuole”.

E’ l’appello di Chiara Frontini (Viterbo 2020) all’indomani dell’annuncio del sindaco Giovanni Arena di voler richiudere gli istituti dopo l’aumento dei casi Covid.

“Stamani  – dichiara Frontini – si riunisce il Comitato dei sindaci per trattare la questione della didattica a distanza nelle scuole. Il mio appello a Giovanni Maria Arena e a tutti i sindaci della Tuscia è di non commettere l’errore di richiudere le scuole! I motivi sono moltissimi”.

Uno dei problemi più stringenti sarebbe la gestione dei figli da parte dei genitori che comunque devono andare a lavorare.

“Significherebbe  – spiega Frontini – scaricare sulle famiglie l’incapacità di affrontare il problema e mettere in croce migliaia di genitori che non hanno nessuna giustificazione per non andare a lavoro”.

E non solo. Il monitoraggio delle scuole è stato studiato apposta per gestire i casi di positività al Covid.

“Le scuole  – aggiunge Frontini – hanno adottato protocolli di sicurezza tali da isolare immediatamente le persone che possono contrarre il virus. Il virus non si contrae nelle scuole e il monitoraggio è serratissimo! Semmai, i ragazzi vanno controllati fuori le scuole e, soprattutto, aumentate le frequenze del trasporto pubblico! Lì si, che si creano assembramenti!

Come? Solo nel nostro Comune ci stiamo apprestando a votare un bilancio che prevede 400mila euro per i festeggiamenti di Natale e 830mila euro di consulenze: e se una parte di quei soldi andassero a potenziare le attività di controllo istituzionali fuori le scuole e i locali, e in contributi per il trasporto pubblico al collasso?! Noi ci siamo per un emendamento che stanzi fondi per queste misure”.

E ancora. “La didattica a distanza  – sottolinea Frontini – è una misura di emergenza o, al limite, integrativa nella scuola dell’obbligo. Semplicemente, un punto di vista educativo, sociale, relazionale non può sostituire quella in presenza. Lavorare per cercare soluzioni. Non scaricare problemi. Questo fa la buona politica. Coraggio”.


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18 ottobre, 2020

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