Viterbo – Prof sculaccia studentessa quindicenne, a processo per violenza sessuale aggravata su minori. Ha dato tre pacche sul sedere della presunta vittima a scuola durante l’ora di ginnastica. Assolto dall’accusa più grave e infamante, per cui il pubblico ministero Eliana Dolce aveva chiesto due anni di reclusione, è stato condannato a due mesi per abuso dei mezzi di correzione.
Il processo si è chiuso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. I fatti risalgono al 2017 e sono avvenuti in un istituto professionale della provincia. Alla sbarra un insegnante di educazione fisica sessantenne, difeso dall’avvocato Giovanni Labate.
Il docente, durante la sua ora di lezione, avrebbe avuto difficoltà a contenere l’esuberanza della classe, quel giorno particolarmente indisciplinata. Dopo avere tentato in tutti i modi di ripristinare l’ordine, avrebbe perso definitivamente la pazienza non riuscendo a far alzare dal tappeto ginnico una studentessa quindicenne più ribelle dei compagni, che non avrebbe voluto saperne di obbedire agli ordini.
Fatto sta che il prof dalle parole sarebbe passato ai fatti, dandole tre sonore sculacciate sul sedere, che per lui si sono tradotte in tre anni di calvario giudiziario, con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata su minore.
Le difesa dell’imputato, che in seguito alla gravissima denuncia ha chiuso anticipatamente la sua carriera di docente passando ad altro ruolo, si è battuta nel corso di un lungo e delicatissimo processo per dimostrare che dietro quel gesto, che pure era diretto a una zona del corpo considerata “erogena” dalla severa normativa contro gli abusi, non c’era alcuna volontà di approccio sessuale con la studentessa, ma solo quella di riportare la disciplina nella classe durante l’ora di lezione.
Nessuna “mano morta” sul fondoschiena, insomma. Perché è sufficiente anche solo sfiorare le parti intime per essere condannati penalmente.
Nel caso specifico, il collegio del tribunale di Viterbo ha accolto la tesi della difesa, assolvendo in primo grado l’imputato dalla pesante accusa di violenza sessuale su minore e condannandolo a due mesi di reclusione per abuso dei mezzi di correzione, regolato dall’articolo 571 del codice penale, prendendosi novanta giorni per motivare la sentenza.
La difesa è pronta a ricorrere in appello.
Silvana Cortignani
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