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Viterbo - Ieri mattina in commissione Affari generali sul prelievo a 5 lavoratori della Francigena - All'inizio c'era pure l'amministratore unico

Guido Scapigliati cacciato dalle opposizioni, Contardo isolato…

di Daniele Camilli
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Viterbo – Guido Scapigliati è stato invitato ad andarsene. E a pretenderlo è stata l’opposizione. Con la maggioranza appresso e in rigoroso silenzio. Nessuno di loro, infatti, ha preso la parola. Ieri mattina, in quinta commissione (Affari generali) comunale. Soltanto Giulio Marini dalla provincia ha parlato, ma solo per un fuori onda, con qualcuno che gli diceva di spegnere il microfono, perché il suo commento s’era sentito tutto. Forte e chiaro. Dopodiché più niente.

La quinta commissione comunale, quella segreta e dedicata al controllo delle partecipate, pare sia andata proprio così. Ieri si discuteva del prelievo in busta paga fatto da Francigena a 5 lavoratori della società. Una quinta in tandem con il consiglio provinciale dedicato al bilancio dell’ente, la spaccatura di velluto all’interno del centrodestra, due deleghe da redistribuire e la costituzione del gruppo autonomo della Lega dedicato a Salvini. Con il senatore Fusco a Palazzo Madama e i consiglieri Costa e Perlorca via streaming. In una minoranza che ci si aspettava in 6 e che invece è rimasta in 4. Forza Italia, che a Palazzo Gentili conta due consiglieri, è rimasta dalla parte di Nocchi.

In quinta commissione nessuno avrebbe difeso o speso una parola a favore dell’assessore alle partecipate Contardo oppure dell’amministratore unico di Francigena, la società di trasporto pubblico urbano, Guido Scapigliati. Quest’ultimo dimessosi la sera della vigilia di Natale, dopo aver pubblicato per un anno intero post inneggianti alle Brigate rosse, responsabili di oltre ottanta morti, e ai Nar, di cui alcuni sono ritenuti gli esecutori della strage di Bologna del 2 agosto 1980 e di diversi omicidi. Ha inneggiato anche alla violenza politica e alla lotta armata, che qui ha Viterbo ha visto morire due carabinieri a Ponte di Cetti, assassinati l’11 agosto del 1981. E sono soltanto alcuni dei post scaricati prima che la pagina Facebook Guido Scapigliati fosse rimossa dal web.


Enrico Maria Contardo e Guido Scapigliati

Enrico Maria Contardo e Guido Scapigliati


Scapigliati e Contardo non sarebbero stati difesi nemmeno da Elisa Cepparotti della Lega che avrebbe rivestito in pieno il proprio ruolo, quello di presidente della commissione, apprezza in questo, pare, e apertamente, da tutta quanta l’opposizione.

Inoltre, in quinta, si sarebbe anche detto che dopo le dimissioni di Scapigliati il sindaco di Viterbo Giovanni Arena avrebbe contattato il segretario della Uil Giancarlo Turchetti per riprendere le trattative su basi completamente diverse dal passato. E questa volta sul tavolo ci sono gli interessi dei lavoratori. Alcuni di loro a dicembre si sono visti togliere dalla busta paga 450 euro. Con l’emergenza Covid in corso e il Natale appena passato. I lavoratori coinvolti, in tutto cinque, devono circa 1300 euro a testa di spese legali per aver perso una causa contro Francigena. In appello, perché il primo grado lo avevano vinto. E adesso c’è anche il ricorso in Cassazione. Nel frattempo però l’azienda, la questione è stata sollevata da Giacomo Barelli di Forza civica che s’è portato appresso tutta l’opposizione e dai sindacati, ha fatto a modo suo. Ha preso quello che i lavoratori gli devono direttamente dalle loro buste paga di Natale. Solo che le procedure non sarebbero queste ma, secondo Barelli e i sindacati, tutt’altro. Non solo, ma c’è pure una lettera inviata ai lavoratori in cui sostanzialmente gli si dice che se volessero rinunciare al ricorso in Cassazione le rate da due diventerebbero cinque.


Viterbo - Consiglio comunale - L'opposizione attacca

Viterbo – Consiglio comunale – L’opposizione


I lavoratori adesso hanno invece ottenuto una seconda convocazione della quinta per il sette gennaio dell’anno prossimo dove interverranno direttamente le rappresentanze sindacali di Francigena, cioè i lavoratori, chiamati a dire la loro e di fatto a legittimare un risultato che per il sindacato sarebbe dato per incassato. E la richiesta dovrebbe essere questa: ridare i soldi ai lavoratori che poi corrisponderanno quanto devono in dieci comode rate. E sembra proprio che in quinta commissione, di fronte alla richiesta, il sindaco non abbia fatto una piega. E dovrebbe essere lui a guidare la trattativa per conto del comune. 


Viterbo - Consiglio comunale - La maggioranza

Viterbo – Consiglio comunale – La maggioranza


Ieri mattina, in quinta commissione il sindaco sarebbe poi stato tirato in ballo sulla questione delle cinque rate in cambio del ritiro del ricorso in Cassazione. Tant’è che, pare diretto a Roma, si sia collegato subito via zoom per capire cosa stava succedendo. Prima però, l’allontanamento di Guido Scapigliati che sembra abbia tentato anche di intervenire. Zittito subito dall’opposizione che ha immediatamente post un aut…aut. O lui o noi. E hanno prevalso loro, con la presidente Elisa Cepparotti che ha invitato l’amministratore dimessosi il 24 ad uscire dalla porta. Per l’opposizione, Scapigliati non aveva più titolo a stare lì. Anche per i post su Facebook. Civico 1, Palazzo dei priori. E la maggioranza non avrebbe fatto un fiato. Nemmeno di fronte all’accenno di difesa che avrebbe tentato il vice sindaco Contardo che ha poi dovuto accettare l’uscita di scena di Scapigliati. Mentre in provincia Lega e Fdi uscivano dalla maggioranza di Pietro Nocchi. Contrariamente a Forza Italia. Mentre Gianluca Grancini, Luigi Buzzi, anche lui a Palazzo Gentili, e Giulio Marini erano collegati via iPhone con la quinta commissione comunale direttamente dagli scranni di via Saffi. Con un occhio a Nocchi e uno a Contardo. Lasciato da solo. Solo Marini ha parlato, ma era un fuori onda. 


Il vicesindaco Enrico Contardo e l'amministratore unico di Francigena Guido Scapigliati

Guido Scapigliati ed Enrico Contardo


L’appoggio della maggioranza non sarebbe arrivato nemmeno sulla questione della Cassazione. Pare infatti che su questo, prima ancora che succedesse tutto quello che è successo in questi giorni, gli avvocati delle controparti abbiano decisamente battibeccato proprio sulla questione delle 5 rate in cambio del ritiro del ricorso in Cassazione. E sembra pure che negli scambi che ci sarebbero stati sia venuto fuori il nome del socio unico, cioè del comune, come il soggetto che avrebbe indicato la soluzione trasmessa infine ai lavoratori. Cinque rate in cambio del ritiro in Cassazione. E ad intervenire sulla vicenda, in dialettica con l’avvocato della Francigena, sarebbe stati Giacomo Barelli, Laura Chiatti di Viterbo 2020, due avvocati, e Alvaro Ricci del Pd. E anche in tal caso l’opposizione non avrebbe accennato nessuna difesa d’ufficio.

Una maggioranza che sarebbe stata zitta anche quando l’opposizione, con Ricci e Barelli, incalzava Contardo sulla questione della “piena fiducia dell’amministrazione” espressa dal vice sindaco all’amministratore Scapigliati prima che precipitasse tutto. Con un comunicato poi ritirato. Il punto è che nessuno della maggioranza, così come della giunta e del consiglio in generale, l'”amministrazione” è questa, pare proprio non ne sapessero niente. E che, quando l’hanno saputo, non l’avrebbero presa affatto bene. Nessuno di loro. 


Giovanni Arena

Giovanni Arena


Il sindaco, da quello che si racconta, sulla questione del ritiro del ricorso in Cassazione avrebbe risposto picche, e pure piuttosto irritato. Cioè, lui non avrebbe saputo niente. E pure lui non avrebbe speso una parola a sostegno né di Scapigliati, cacciato dallo stesso il 24 dicembre, nell’arco di 24-48 ore dalla pubblicazione dei post sulla stampa, ne del suo vice sindaco Contardo.

Contemporaneamente in provincia, dove era in corso la discussione sul bilancio dell’ente, a battibeccare di brutto erano Romoli di Forza Italia e Gianluca Grancini di Fratelli d’Italia. Il primo è rimasto nella maggioranza Nocchi, il secondo no. Ma entrambi si sono coalizzati contro Fabio Valentini di Beni comuni che viene dalla maggioranza di centrosinistra ma adesso valuta di volta in volta. Al punto che ieri ha votato contro il bilancio di Palazzo Gentili. Soltanto lui. Lega e Fdi si sono astenuti. Ma prima di scollegarsi ha parlato di “mercanteggiamenti” rivolgendosi a Forza Italia e facendo ironia su Fdi che andandosene dalla maggioranza ringraziava comunque Nocchi per l’esperienza. “Se sono così bravi – ha detto Valentini, rivolgendosi a Grancini – allora restate in maggioranza”. Ridendosela pure. Romoli non c’ha visto più, e Grancini per poco non lo prendeva a mal parole.

Questa mattina tocca invece a Talete, con la riunione dei sindaci sull’aumento delle tariffe, alla luce anche dell’atto di costituzione in mora inviato dalla procura regionale della Corte dei conti qualche settimana fa. In via Saffi ci sarà anche il comitato Non ce la beviamo. Con l’anno in corso che deve ancora finire. E quello che verrà che inizierà proprio da dove è finito. Dalla quinta commissione e dai lavoratori della Francigena.

Daniele Camilli


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30 dicembre, 2020

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