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Viterbo - "Il Monte dei Paschi di Siena - ha detto il primo cittadino - ha negato un finanziamento di 15 milioni di euro alla società idrica e i soldi di Arera non sono ancora arrivati"

Il sindaco Giovanni Arena: “Se non arrivano i finanziamenti, Talete è una società che non può continuare”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Talete, al peggio non c’è mai fine. Il Monte dei Paschi di Siena, secondo quanto dichiarato dal sindaco do Viterbo Giovanni Arena intervistato ieri pomeriggio da Tusciaweb, avrebbe negato alla società idrica della Tuscia un finanziamento di 15 milioni di euro. Cosa che avrebbe aiutato Talete a gestire quella che la procura regionale della Corte dei conti, nell’atto di costituzione in mora rivolto a 15 persone, tra ex amministratori e dirigenti, ha definito “una generalizzata crisi di liquidità connotante la gestione finanziaria della partecipata non adeguatamente sottoposta a vigilanza da parte dei soci pubblici”. Un prestito che Talete avrebbe poi richiesto a Banca Intesa. Non sono arrivati nemmeno i 40 milioni di euro di Arera. In forse anche l’aumento delle tariffe dell’acqua. Non solo, ma come ha sottolineato Arena, “se non arrivano i finanziamenti, Talete è una società che non può continuare”. Ieri mattina la riunione della quinta commissione del comune di Viterbo e il faccia a faccia tra Giovanni Arena e il presidente di Talete Andrea Bossola.


Gli uffici della Talete in viale Romiti

Viterbo – Gli uffici della Talete in viale Romiti


Sindaco Arena, ha avuto modo di leggere l’atto di costituzione in mora della procura regionale della Corte dei Conti?
“Sì, l’ho letto, ma siccome nel segretario generale mi ha detto che sul documento c’è il segreto istruttorio, allora mi è stato trasmesso con l’obbligo di non diffonderlo, anche se il contenuto è stato ormai reso noto. Comunque sì, ne ho preso conoscenza”.

Nell’atto della procura regionale si parla della Talete come una società in “stato di decozione”, vale a dire una società che sarebbe in una condizione di insolvenza irreversibile. Dal suo punto di vista, possiamo considerare Talete una società fallita oppure no?
“Assolutamente no, perché ha un equilibrio finanziario che regge”.

Anche se dovessero mancare ulteriori prestiti bancari a supporto di una liquidità che per la procura generale praticamente non c’è più?
“E’ chiaro che in prospettiva se dovessero venire a mancare i finanziamenti chiesti ad Arera e alle banche per gli investimenti potrebbe procedere con molta fatica. Ci sono da fare investimenti sulla rete idrica, ci sono da recuperare dei crediti che però si sono ormai cristallizzati. Debiti che sono stati riportati in bilancio ma che in realtà non si recuperano. Nelle mie richieste ho chiesto cosa è stato fatto finora anche a tal proposito. E’ chiaro c he la Talete fa parte di un Ato debole e ci si aspettava un maggiore contributo da parte della Regione. Perché i 10 milioni di euro all’anno che servono a Talete per i potabilizzartori…insomma è un costo che altre Ato non hanno e che va a finire in bolletta. Io non voglio giustificare, però ci sono una serie di dati oggettivi per cui la Talete è in sofferenza. Considera che ha 4 volte di più di morosità rispetto alla media nazionale. Per cui diciamo che sicuramente è in affanno”. 

Tuttavia la procura regionale della Corte dei conti, parlando appunto di interessi passivi e spese eccessive per l’energia elettrica, sottolinea presunte “condotte colpose” da parte di chi doveva gestire e controllare. nell’atto di costituzione in mora si evidenziano inoltre possibili “artifizi contabili” che sarebbero stati volti ad “occultare” perdite d’esercizio…
“Quello l’ha fatto eventualmente la gestione della Talete, non il controllore, non i sindaci di allora che non entrano assolutamente nel merito della questione contabile ed economica. Poi anche lì è da chiarire. Non credo che agli amministratori spetti questo tipo di controllo. Eventualmente spetta a tutti i sindaci, non a quelli prestabiliti per il controllo analogo. Perché poi c’è il comitato dei sindaci che approva i bilanci e l’aumento delle tariffe. Per mie, per come la interpreto io, c’è una responsabilità da parte di tutti i sindaci della Talete. Quindi pure questo è da approfondire. Tuttavia la Talete è una società in sofferenza, senza risorse destinate agli investimenti. E se non recupera la liquidità e i crediti che sono circa 20 milioni di euro, cosa che vedo difficile, non vedo una prospettiva e un futuro. Io, personalmente ho un doppio ruolo”.

Quale?
“Da una parte, in veste di sindaco di Viterbo, devo cautelare l’amministrazione. Poi mi sdoppio e vado a fare il socio in Talete assieme a tanti altri sindaci e a volte può sembrare che gli interessi di Talete siano in contrapposizione a quelli del comune che rappresento. Dovrò fare le giuste valutazioni, rispettando quello che prevede la legge sapendo bene a che cosa vado incontro. Mi confronterò anche con gli altri sindaci”.


Viterbo - Il sindaco Giovanni Arena

Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena


Pare inoltre che il Monte dei Paschi di Siena non abbia concesso un prestito di 15 milioni di euro chiesti da Talete. E’ così?
“Sì, è così”. 

E perché non gli avrebbe concesso il prestito?
“Perché pare che Talete non abbia il rating sufficiente per ottenere il finanziamento. Dopodiché il finanziamento è stato chiesto a Banca Intesa”.

Se il Monte dei Paschi non ha concesso il prestito, perché dovrebbe farlo Banca Intesa?
“Il Monte dei Paschi gli ha detto di no perché c’è una partecipazione statale e quando c’è la partecipazione statale hanno altri indici per cui Talete si è rivolta a Banca Intesa. Dopodiché è tutto da approfondire”. 

Ha chiesto spiegazioni al presidente di Talete Andrea Bossola?
“Sì, questa mattina (ieri nda) durante la quinta commissione comunale mi sono rivolto direttamente al presidente di Talete Bossola quando mi ha detto che Banca Intesa dovrebbe elargire il credito”.

E cosa gli ha chiesto?
“Ma lei metterebbe la firma che entro gennaio ci sono questi soldi?”

E cosa le avrebbe risposto Bossola?
“Ha risposto: “Manco per niente”…ah, ecco, ho ribattuto io”.

Quindi?
“Per me questi finanziamenti non possono arrivare anche perché c’è questa situazione evidenziata dalla procura regionale della Corte dei conti. Dunque dobbiamo ragionare. L’approvazione dell’aumento delle tariffe Talete sottostà a un piano economico-finanziario previsto da Talete. Però all’interno di questo piano vengono dati come acquisiti i 40 milioni di euro di Arera. Quindi è un piano economico-finanziario basato su qualche cosa che è impossibile”.

I soldi di Arera sono arrivati?
“Assolutamente no”.


Il presidente di Talete Andrea Bossola

Viterbo – Il presidente di Talete Andrea Bossola


Il comune di Viterbo che farà, aumenterà o no le tariffe Talete?
“Se vengono a mancare tutti questi presupposti su cui si basa il piano economico-finanziario, aumentare le tariffe…devo capre bene se è un obbligo di legge. Ma già so che aumentare le tariffe non dà alcuna certezza”.

Dunque andrebbero aumentate sì o no?
“Finora si è detto “aumentiamo le tariffe così avremo il finanziamento di Arera”, ma non è così. Sembrerebbe però che le tariffe vadano comunque approvate in quanto hanno già avuto il parere favorevole della conferenza dei sindaci su proposta di Talete. Per cui da un punto di vista contabile le tariffe dovrebbero essere adeguate”.

Se dovessero essere aumentate, tenuto conto dell’emergenza Covid e delle conseguenze economiche che sta provocando, così come dei contenuti dell’atto di costituzione in mora della procura regionale della Corte dei conti, come glielo va a spiegare ai cittadini che devono pagare di più la bolletta dell’acqua?
“Spiegarlo è difficilissimo perché ancora non l’ho capito neanche io. Quindi è impossibile che io possa spiegare una cosa che non ho capito e che devo ancora approfondire. E’ chiaro che politicamente la cosa più semplice è dire “non aumentiamo le tariffe”. Tant’è che io stesso ho fatto una battuta: “perché non diminuirle del 50%”, anzi “perché non diamo gratis l’acqua”. Dire “sono contrario all’aumento della tariffa” non dice niente. Chi è che è favore dell’aumento dei costi di un servizio?”

Personalmente l’acqua la distribuirei gratuitamente…
“Anche io sono assolutamente contrario all’aumento delle tariffe. Tuttavia non votandole mi prenderei delle responsabilità Prima fra tutte dare il colpo di grazia a Talete perché il piano economico-finanziario di Talete è basato sull’aumento delle tariffe”.

Secondo lei, considerando il tutto, come se ne esce da una situazione del genere?
“Ci sono varie possibilità. Se si riscontra che non ci sono prospettive, oppure andando avanti si peggiora la situazione, si deve pensare ad alcune alternative”.

Quali?
“Se non arrivano i finanziamenti, Talete è una società che non può continuare”.

Daniele Camilli


Talete, danni erariali per oltre 6 milioni di euro e costituzione in mora per 15 amministratori


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19 dicembre, 2020

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