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Tribunale - Nepi - Inchiodata dalle telecamere nascoste dopo la denuncia dei genitori

Maltratta i bambini dell’asilo, maestra condannata a due anni

di Silvana Cortignani

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo


 

Nepi – Maltratta gli scolaretti dell’asilo, condannata la maestra Silvia Palma.

“Ti lego alla sedia e ti prendo a calci nel sedere”. Inchiodata dai filmati delle telecamere nascoste, è stata condannata ieri in primo grado a un anno, 11mesi e 15 giorni la maestra dell’asilo di Nepi finita a processo davanti al giudice Gaetano Mautone per maltrattamenti aggravati e abbandono di minori. Avrebbe “giocato” coi piccoli a “uno, due, tre… schiaffo”.

Sette le famiglie delle piccole vittime che si sono costituite parte civile, sei con l’avvocato Marco Russo e una con la collega Mara Mencherini. Potranno chiedere un risarcimento.

Durante una delle udienze una mamma ha riferito: “Non sono riuscita a guardare i video per più di 5 minuti”. Insegnante al primo incarico alla scuola materna ” Stradella” di Nepi, Silvia Palma era accusata di maltrattamenti aggravati e abbandono di minori nei confronti dei 26 bambini della sua classe e per questo è stata sospesa dal servizio dal 27 gennaio 2017 per un anno.

L’esposto dei genitori ai carabinieri risale al 6 dicembre 2016, il 12 dicembre sono stati chiesti gli accertamenti tecnici, dal 10 al 19 gennaio sono state effettuate le intercettazioni audio e video nell’aula. “Ti lego alla sedia e ti vengo a prendere a calci nel sedere”, avrebbe detto l’imputata a uno scolaretto. “Vi sbatto dentro a calci. Uno, due e basta”, avrebbe minacciato i bambini, col solito ritornello della conta.

Nei filmati, i cui fotogrammi sono stati acquisiti, si vedrebbe un piccolo che, al passaggio della maestra, si mette in difesa, coprendosi la nuca con le mani. E l’imputata che fa il verso o tira schiaffi ai bimbi indisciplinati. Vittime di abbandono a se stessi e angherie i maschi, mentre la maestra avrebbe curato e coccolato le femmine, come ha fatto notare durante la discussione il difensore di parte civile Russo.

“Una classe particolarmente vivace, più maschi che femmine, 14 contro 12, c’erano problemi a mantenere l’ordine, anche un bambino che aveva bisogno di attenzioni particolari, serviva il sostegno”, hanno insistito durante il processo i difensori Michele Rizzo e Vania Serena Oliverio. Colpevole, secondo il giudice Mautone, che ha condannato l’imputata a un anno, 11 mesi e 15 giorni in primo grado.

Silvana Cortignani


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13 gennaio, 2021

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