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Covid - Viterbo - La dirigente scolastica in vista della riapertura del 7 gennaio: "Starò tranquilla quando saremo tutti quanti vaccinati"

Simonetta Pachella (Istituto Orioli): “Sembra quasi di fermare un fiume in piena con le mani…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Ho tanta paura perché, nonostante gli sforzi fatti, sembra quasi di dover fermare un fiume in piena con le mani. La paura mia è che mascherina, pulizia delle mani e distanziamento da soli non bastino. Starò tranquilla quando saremo tutti quanti vaccinati”. A dire delle sue paure è la dirigente scolastica dell’Istituto superiore Francesco Orioli di Viterbo, Simonetta Pachella. Oltre 900 studenti distribuiti su due sedi, Villanova e via Cesare Pinzi. Sei indirizzi di studio. A nord e a sud della città. Agrario, manutenzione e assistenza tecnica, moda, servizi commerciali, servizi socio sanitari e liceo artistico. Alla vigilia della riapertura delle scuole. Il 7 gennaio 2021. Il “fiume in piena” di cui parla Pachella è invece il Covid.

“Ubi maior, minor cessat – esordisce la dirigente scolastica dell’Orioli -. Gli ordini così come sono stati impartiti noi li abbiamo applicati. Pertanto, siamo stati tutte le vacanze a lavorare”.


Viterbo - La dirigente scolastica dell'Istituto Orioli Simonetta Pachella

Viterbo – La dirigente scolastica dell’Istituto Orioli Simonetta Pachella


Come è stato organizzato l’Istituto Orioli in vista del 7 gennaio? “Abbiamo privilegiato prime, seconde e quinte – risponde Simonetta Pachella -. Dividere le persone in base ai paesi di provenienza era impossibile. Abbiamo privilegiato i primi e le seconde perché sono più piccoli e perché chi si è iscritto al primo anno la scuola superiore non l’ha quasi mai conosciuta. Le quinte, perché quest’anno devono affrontare l’esame di maturità”. 

Il privilegio per biennio e ultimo anno sarà quello di entrare alle 8 di mattina e uscire alle due del pomeriggio. Terze e quarte classi entreranno invece alle 10 per uscire alle 16.


Viterbo - L'Istituto superiore Francesco Orioli

Viterbo – L’Istituto superiore Francesco Orioli, la sede di Villanova


La preoccupazione per una possibile suddivisione degli orari in base alla provenienza era dettata dal fatto che molti ragazzi vengono da realtà a volte anche molto distanti dal capoluogo. Cosa che, soprattutto al ritorno, potrebbe rappresentare un problema per gli studenti che, uscendo alle 4 del pomeriggio, vedrebbero ridursi al lumicino i tempi da dedicare allo studio e quelli da destinare a sé stessi.


Viterbo - L'istituto superiore Francesco Orioli

Viterbo – L’istituto superiore Francesco Orioli, la sede di via Cesare Pinzi


“Gli studenti – prosegue Pachella – andranno a scuola tutti quanti. A turno. Prima un cinquanta per cento, poi l’altro. Ogni volta, come previsto dal documento firmato dal prefetto, il 60% entrerà alle 8. Nel caso dell’Orioli saranno gli studenti del biennio e quelli dell’ultimo anno. Il 40% alle 10, vale a dire, per l’istituto in questione, ragazzi e ragazze dei terzi e dei quarti. Il 60% uscirà poi alle 14, mentre al 40 toccherà aspettare le 4 del pomeriggio. Turni – precisa Pachella – pensati per classi. Ciò significa che quando si è in presenza, sarà un’intera classe ad esserlo”.

Infine, il 50% delle classi che non saranno di turno in presenza resteranno a casa in didattica a distanza. “E anche i ragazzi con disabilità – prosegue Pachella – seguiranno i turni previsti dalla scuola. Eccezion fatta per gli studenti cosiddetti a scorrimento per i quali, con il consenso dei genitori, abbiamo previsti la frequenza di mattina”.


Viterbo - Un laboratorio dell'Istituto Orioli

Viterbo – Un laboratorio dell’Istituto Orioli


Tuttavia, per la dirigente scolastica la vera sfida è in vista del futuro. “Ho investito tanto sui programmi operativi nazionali (Pon) – spiega Pachella -. In questo modo siamo riusciti ad avere delle super attrezzature per formare gli studenti a partire dai tempi che stiamo vivendo. Quali saranno le competenze che gli studenti dovranno avere dopo quanto è accaduto? Come gliele dobbiamo insegnare? Questo è il punto che la scuola deve assolutamente affrontare. La pandemia ci ha detto che il re è nudo e ci ha mostrato quanto eravamo indietro rispetto ad alcune cose, come l’utilizzo delle nuove tecnologie”.

Un investimento in attrezzature e tecnologie che per il 2020-2021 ha superato i 200 mila euro. “Il Pon dell’anno scorso è stato di 100 mila euro – ha commentato Pachella – quello di quest’anno 120 mila. Finanziamenti che mi consentiranno di dare un tablet in comodato d’uso a tutti i ragazzi delle prime classi. Nel frattempo abbiamo comprato un touch screen di moda che permette di disegnare direttamente sul tavolo”. 


Viterbo - La dirigente scolastica dell'Istituto Orioli Simonetta Pachella

Viterbo – La dirigente scolastica dell’Istituto Orioli Simonetta Pachella


Sempre in vista del 7 gennaio, dal punto di vista del personale scolastico all’Orioli non ci sarebbero problemi. “Il personale, a partire dai collaboratori – ha detto Pachella – è sufficiente e verrà distribuito per turni”. A posto anche i nuovi orari Cotral. “Hanno messo più corse, e questa cosa – precisa Pachella – consente di dimezzare l’utenza”.

Resta invece l’incognita del pranzo per i ragazzi che si dovranno fermare anche il pomeriggio. “Non abbiamo le strutture per assicurare un servizio mensa – conclude Pachella -. Gli studenti mangeranno sul banco”.

Daniele Camilli


– Paola Bugiotti (Paolo Savi): “I ragazzi studieranno e mangeranno in classe e sul banco”


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5 gennaio, 2021

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