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Roma - Il premier interviene sul sofagate: “Molto dispiaciuto per l’umiliazione che la presidente della Commissione europea ha dovuto subire”

Draghi definisce Erdogan “dittatore” e Ankara convoca l’ambasciatore italiano

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Roma – Cresce sempre di più la bufera sulla sedia negata alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen in visita ad Ankara, assieme al presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Un incidente diplomatico ben presto ribattezzato “sofagate” dopo che la numero uno dell’Ue è stata fatta accomodare su un divano, lontana dalle poltrone preparate per gli uomini presenti. 


L’incontro tra Erdogan e i vertici Ue

L’incontro tra Erdogan e i vertici Ue


Dopo la ferma condanna del Partito popolare europeo che ha definito “vergognoso” quanto accaduto, anche il premier Mario Draghi è pronto a prendere posizione. E lo ha fatto durante la conferenza stampa di ieri organizzata per fare il punto sul piano vaccinale e le riaperture. Incalzato sul “sofagate” dai giornalisti, il presidente del consiglio ha stigmatizzato quanto successo: “Non condivido assolutamente Erdogan, credo che non sia stato un comportamento appropriato, mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che la presidente della Commissione europea ha dovuto subire”, ha detto, per poi aggiungere: “Con questi dittatori, chiamiamoli per quello che sono, uno deve essere franco nell’esprimere la propria diversità di vedute, di opinioni, di comportamenti e di visioni della società”.

Da qui la reazione di Ankara, che ha convocato l’ambasciatore italiano, a cui “è stato sottolineato – si legge in una nota del ministero degli Esteri di Ankara, così come riporta Tgcom24 – che ci aspettiamo che queste brutte e sfacciate affermazioni, che non sono conformi allo spirito di amicizia e di alleanza tra Italia e Turchia, vengano immediatamente ritirate”. 

Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha fatto sapere che Ankara condanna “con forza le affermazioni senza controllo del primo ministro italiano Mario Draghi sul nostro presidente eletto”.


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9 aprile, 2021

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