Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Riapertura degli istituti - Secondo Paola Bugiotti, dirigente del Paolo Savi - Il punto di vista di quattro presidi

“Scuole, è stato un anno peggiore del precedente”

di Daniele Camilli

Condividi la notizia:

Viterbo – Riaprono le scuole, ma i nervi sono tesi. “Quest’anno è stato peggiore del precedente”, ha detto la dirigente scolastica dell’istituto superiore Paolo Savi di Viterbo. “E lo è stato soprattutto dal punto di vista dell’organizzazione mentale. Un anno pesantissimo”.

Un anno a singhiozzo. Con gli studenti al 50%. Una scuola a mezz’asta che oggi torna di nuovo sui banchi. Metà in classe e metà in didattica a distanza. Dopo lo stop della zona rossa nell’anno secondo dell’epoca Covid. Doppio ingresso, prima entrata alle 8, la seconda alle 10, e orario, a seconda dei turni, prolungato almeno fino alle quattro del pomeriggio. In aula, ogni giorno, soltanto la metà degli studenti iscritti. Il resto a casa, in dad. Alternandosi gli uni con gli altri.


Viterbo - L'Istituto superiore Paolo Savi

Viterbo – L’Istituto superiore Paolo Savi


“Lo scorso anno siamo venuti a scuola fino a febbraio – ha proseguito Bugiotti, marcando la differenza col 2020 -. Quest’anno, tra tira e molla, aperture e chiusure, è stato pesante e disorientante per tutti, per gli studenti e per i docenti. Non c’è stata continuità nell’attività. Un anno pesantissimo”, ripete.

L’istituto diretto da Paola Bugiotti è il tecnico-economico. Ragioneria, un tempo. Qui, una volta, venivano formati i quadri intermedi di banche e imprese della Tuscia. Adesso, dopo le superiori, gli studenti si iscrivono di solito all’università oppure, come per i colleghi degli altri istituti tecnici, affrontano l’incognita di un mercato del lavoro chiuso e senza grandi soddisfazioni in termini di carriere e stipendi. Una scuola con 700 studenti, quasi tutti concentrati nell’edificio a forma d’H che si affaccia su viale Raniero Capocci. Un anno impegnativo, tamponi, trasporti, incertezze e fasi della pandemia, che Bugiotti ha affrontato sia sul fronte scolastico che su quello istituzionale come consigliera comunale a Palazzo dei priori e responsabile della scuola musicale.


Viterbo - Paola Bugiotti, dirigente del Paolo Savi

Viterbo – Paola Bugiotti, dirigente del Paolo Savi


“Riapriamo come prima del lockdown – spiega poi Bugiotti – con le presenze al 50% e i doppi turni. Alcuni studenti entreranno alle 8, altri alle 10. In presenza verranno soltanto la metà degli studenti, alternandosi. Il 60% entra alle 8, e il 40% alle 10. Gli orari sono 8-14, 10-16. Il 50% sarà a scuola e il restante 50% in didattica a distanza”.


Alessandro Ernestini, preside istituto Fantappiè

Viterbo – Alessandro Ernestini, dirigente dell’istituto Santa Rosa


“Non voglio fare polemiche. Chi ci governa decide e io, come funzionario dello stato, agisco di conseguenza”. Alessandro Ernestini è il dirigente scolastico del liceo delle scienze umane e musicali Santa Rosa. Vicino Porta San Pietro. Viene dal comprensivo Fantappiè di via Vetulonia. Sempre in centro. Facendosi valere in entrambi i casi. Dal Santa Rosa sono uscite generazioni di maestre e maestri elementari. Adesso si studiano musica e pedagogia. “Con i laboratori – ha precisato Ernestini – sempre attivi”. 

“Domani (oggi ndr) – ha poi aggiunto il dirigente del Santa Rosa – riapriamo al 50% con uno schema già collaudato e con la stessa organizzazione. Facciamo due settimane in una. Ogni classe farà tre volte a settimana, la prima, e la settimana successiva due. Le misure di sicurezza sono le stesse, che hanno funzionato. All’interno dell’istituto non ho avuto contagi”.


Viterbo - Un'aula di studenti il primo giorno di scuola

Viterbo – Un’aula di studenti


Gli studenti del liceo diretto da Ernestini sono in tutto 840 e vanno a scuola a pochi passi dal quartiere medievale di San Pellegrino.

“La scuola in presenza – ha commentato il ds – ha tutto un altro sapore. La scuola è fatta soprattutto di rapporti umani. Dal punto didattico c’è stato un rallentamento, ma la didattica ha sempre funzionato. La scuola non si è mai fermata, e sbaglia chi dice il contrario. Le lezioni sono sempre state fatte”.


Viterbo - La dirigente scolastica dell'Istituto Orioli Simonetta Pachella

Viterbo – La dirigente scolastica dell’Istituto Francesco Orioli, Simonetta Pachella


L’istituto Francesco Orioli è una delle scuole più importanti della periferia viterbese. Fino a vent’anni fa preparava anch’essa i quadri intermedi delle aziende rivolgendosi più alla provincia piuttosto che al capoluogo. Adesso è un istituto con 1200 iscritti, complesso e articolato, che va dal professionale all’artistico. Una popolazione simile a quella di un piccolo comune, ma senza bambini, anziani e genitori. Su due sedi principali, Villanova e Pilastro. A dirigerlo Simonetta Pachella, diventata nonna da poco. “Una gioia infinita – dice al telefono Pachella parlando della nipote – ha due mesi e si chiama Costanza Maria, come mia madre”. Felicissima. Il suo rapporto con gli studenti è stato sempre franco e immediato. La prima preoccupazione, venirgli incontro in tutti i modi.


Viterbo - Andreina Ottaviani

Viterbo – La dirigente dell’istituto Alessandro Farnese, Andreina Ottaviani


“Riapriamo al 50% con una formula già sperimentata – ribadisce come i suoi colleghi la preside dellOrioli -. Speriamo che arrivi il vaccino per i giovani il prima possibile – aggiunge -, perché sono quelli che si muovono di più. L’anno scorso ci siamo tanto arrangiati. Quest’anno eravamo più pronti. Sono anni anomali. Per quanto riguarda la mia scuola abbiamo cercato di stare accanto agli studenti in tutti i modi. Fornendogli tablet e dispositivi di sicurezza”.

“Sono anni anomali – ripete Pachella -. Ma c’è da dire una cosa. Gli studenti avranno imparato meno i concetti tradizionali, ma sicuramente di più l’uso degli strumenti informatici, cosa che fa parte della cultura di oggi”.


Vetralla - L'Istituto superiore Pietro Canonica

Vetralla – L’Istituto superiore Alessandro Farnese 


Anche Andreina Ottaviani dirige l’equivalente di un piccolo comune di un migliaio di studenti. Distribuito però in un raggio di decine di chilometri. Tra Vetralla, Montalto e Caprarola, quest’ultima la sede centrale. L’istituto professionale Alessandro Farnese. Dall’alberghiero, fiore all’occhiello del sistema scolastico della Tuscia, al liceo scientifico e sportivo, punto di riferimento per il territorio, la preside Ottaviani ha gestito questi due anni di Covid con determinazione, efficenza, fermezza e trasparenza. Anche nei riguardi delle società di trasporto pubblico stabilendo con loro un confronto continuo per venire incontro alle esigenze degli studenti fuori sede.

“Un anno difficilissimo – ha raccontato Ottaviani – abbiamo trovato tanti problemi. E quello principale è stato il non voler capire che Viterbo non è Roma. Non è una città metropolitana. Difficoltà enormi sono poi arrivate dai mezzi di trasporto. Capisco la buona volontà, ma la flotta degli autobus va potenziata per andare incontro alle esigenze degli studenti. Un anno che si sta di nuovo per chiudere, siamo ad aprile. un anno difficile. Sicuramente particolare”.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
7 aprile, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR