Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - L'imputato si è introdotto in casa della vittima passando dal balcone

Il vicino le piomba in camera da letto nudo e tenta di violentarla…

Condividi la notizia:

Carabinieri e 118

Sul posto carabinieri e 118


Viterbo – Le  piomba nudo in camera da letto e prova a violentarla. Vittima una donna di 64 anni che la sera del 28 luglio 2018 stava già dormendo quando il vicino di casa, passando dal balcone, si è introdotto nella sua abitazione, dove c’erano anche il marito e il figlio, saltandole letteralmente addosso. 

La vittima si è divincolata come ha potuto, mentre i familiari chiamavano i carabinieri, che al loro arrivo hanno trovato il maniaco, completamente ubriaco, nei pressi dei garage al pianoterra della palazzina.

Imputato di violenza sessuale e altri reati davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini un muratore di 57 anni, difeso dall’avvocato Orietta Celeste, mentre la parte civile è assistita dall’avvocato Andrea Danti, il quale ieri, alla prima udienza del processo, ha chiesto che la testimonianza della donna avvenisse a porte chiuse.

Tra i testimoni uno dei carabinieri intervenuti sul posto poco prima della mezzanotte del 28 luglio di tre anni. I fatti sarebbero avvenuti verso le 22,30. Era un sabato sera di piena estate e l’imputato, sposato, sarebbe stato solo in casa, essendo la moglie in ospedale a Roma. Si sarebbe intrufolato facilmente nella camera da letto della vicina passando dal balcone e entrando dalla finestra aperta per via del caldo.

“Lo abbiamo trovato di sotto, seduto in stato confusionale e con i tipici sintomi dell’ebbrezza alcolica, vicino all’ingresso del palazzo con addosso solo un paio di pantaloncini neri. Sul dorso e su un braccio aveva dei graffi, che potevano essergli stati fatti dalla vittima mentre si difendeva, cercando di levarselo di dosso. I sanitari del 118, che abbiamo chiamato in soccorso della signora sotto shock per l’aggressione subita, hanno verbalizzato che si trattava proprio di graffi, che lui ha provato a giustificare in altro modo. La donna è stata portata in ospedale, lui condotto in caserma per le formalità di rito”, ha spiegato il militare. 

La difesa ha sottolineato come l’imputato sia stato “condotto” in caserma, presumibilmente perché era talmente ubriaco da non essere nemmeno in grado di guidare. 

Su un tavolino vicino a dove stava il 57enne c’era appoggiata una chiave, che la pm Paola Conti ha chiesto cosa aprisse. “Era la chiave del portoncino dell’ingresso anteriore di casa della vittima”, ha detto il militare, confermando che si trovava dove stava l’imputato. 


Condividi la notizia:
8 aprile, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR