Viterbo – Ancora rifiuti nella Tuscia. La regione aveva preannunciato l’ennesima ordinanza per fronteggiare l’emergenza a Roma e non solo e l’ultimo provvedimento firmato dal presidente Nicola Zingaretti porta a Viterbo 500 tonnellate al giorno dalla capitale e altrove.
Fino al 15 luglio, gli scarti derivanti dal trattamento indifferenziata, per 200 tonnellate al giorno, prodotti da Roma saranno conferiti da Ama a partire dal primo luglio presso la discarica di Ecologia Viterbo.
“Al fine di consentire il completamento delle procedure – si legge nel provvedimento – per il conferimento presso gli impianti di smaltimento fuori regione, non essendo disponibile alcuna capacità di smaltimento in discarica nel comune di Roma capitale, e non essendo sufficiente quella disponibile nella città metropolitana di Roma”. Con Albano, dove la sindaca Raggi vorrebbe portare l’immondizia, su cui stanno sorgendo diverse perplessità.
Alle 200 tonnellate capitoline si sommano le 100 tonnellate giornaliere di scarti prodotti a Latina, “delocalizzati” per lo stesso problema. Da quelle parti, tutto esaurito, non hanno dove smaltire.
Ma anche Frosinone si servirà della discarica viterbese. Sempre da oggi, gli scarti dall’impianto di Colfelice arriveranno a Viterbo. Si tratta di altre 200 tonnellate al giorno, mentre 40 sono destinate a Civitavecchia. La ragione è la medesima, non ci sono alternative sul territorio, ma in realtà alternative non ce ne sono in tutta la regione, perché il quadro attuale vede conferire a Viterbo, Roma, Frosinone e Latina, che si somma a Rieti, che da sempre utilizza la discarica viterbese.
Come riporta l’ordinanza: “La discarica di Ecologia Viterbo Le Fornaci a servizio dell’Ato – Viterbo ha a disposizione una volumetria residua al 22 giugno 2021 pari a circa 124.868,20 mc e la discarica di Fosso Crepacuore, con una volumetria residua al 22 giugno 2021 pari a circa 22.067 mc e pertanto non rispondente all’autosufficienza della Città metropolitana di Roma Capitale, con una durata stimata fino alla fine del mese di agosto”. Quest’ultimo è il sito di Civitavecchia che è in esaurimento, mentre quello viterbese usufruisce dell’innalzamento invaso, contro cui il comune si è opposto, perdendo il ricorso al Tar.
La politica, che si è sollevata contro l’ennesimo provvedimento che penalizza la Tuscia, ha vita facile nell’affermare che la Tuscia è diventata la pattumiera del Lazio.
Sui tempi di utilizzo dell’impianto viterbese, al momento l’ordinanza prevede rifiuti romani fino al 15 luglio, mentre per Frosinone e Latina fino al 30 luglio. Salvo eventuali ulteriori proroghe. In quest’ottica, la richiamata autosufficienza degli Ato regionali nell’ordinanza regionale e prevista nel piano rifiuti appare ancora come un miraggio.
Giuseppe Ferlicca
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