Castel Sant’Elia – (sil.co.) – Si trasferisce da Civita Castellana a Castel Sant’Elia e denuncia l’ex padrone di casa per stalking.
Ieri si è aperto il processo a carico dell’uomo, colpito nel 2020 dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla presunta vittima.
Il difensore ne ha chiesto la revoca all’inizio dell’udienza, sottolineando “l’imputato non è uno spasimante”. Ma l’avvocato di parte civile Paola Ragonesi si è opposta. E il giudice Elisabetta Massini si è riservata di decidere in base al prosieguo dell’istruttoria.
Per ora nulla è emerso a carico dell’imputato. Anzi, le prime due testimoni dell’accusa hanno affermato di non averlo mai visto prima di ieri, quando lo hanno incontrato fuori dell’aula 5 in tribunale.
Viterbo – Un’aula del tribunale
Una delle due testimoni è una barista, il cui locale si trova vicino alla casa della parte offesa dopo il trasferimento da Civita Castellana a Castel Sant’Elia.
“Mi ha detto qualcosa, tipo che era venuta a Castello per dei problemi col proprietario di casa di Civita che le aveva staccato acqua e luce. Ma lui non l’ho mai visto e nemmeno la Bamw con cui l’avrebbe seguita. Me lo ha detto solo lei”.
Idem la “badante”, l’assistente domiciliare che ha accudito la vittima per un paio di anni, dal 2019 alla primavera scorsa.
“Ho interrotto io il rapporto di lavoro, perché non mi piaceva”, ha premesso la donna.
“Diceva di avere mille patologie, ma secondo il dottore e anche secondo me non aveva niente di particolare. Ma era strana ed era bugiarda. Durante il lockdown, ad esempio, la accompagnavo al supermercato di Nepi a fare la spesa, perché a Castello non c’è un supermercato. Non ho mai visto né l’imputato, né alcuna Bmw che ci seguiva, lei in compenso ‘vedeva’ sempre gente del posto che a detta sua ci seguiva e allora le rispondevo ‘per forza, in paese questi siamo’. Ma non ho mai visto fino a oggi l’imputato”.
Secondo la testimone, che però ha sottolineato di non avere competenze per dirlo, la presunta vittima soffre di disagio fisico e mentale: “Per me è paranoica. Dice bugie, si dice malata, ha manie di persecuzione, non si occupa della casa, ce l’ha con tutti, vede tutti nemici”, ha riposto alla difesa, secondo cui all’epoca dei fatti sarebbe stata in cura presso il servizio di igiene mentale della Asl di Civita Castellana.
Siccome non si è presentata a deporre al processo, come avrebbe dovuto, il giudice ha disposto l’accompagnamento dei carabinieri per l’udienza del prossimo 13 dicembre.
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