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Tribunale - A processo anche due complici della presunta spedizione punitiva - Il terzetto si è portato anche un minorenne

“Ti brucio il bar e ti sparo”, tra gli imputati un pusher condannato a 8 anni

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Carabinieri e 118

Sul posto carabinieri e 118


Viterbo – (sil.co.) – “Ti brucio il bar e ti sparo in bocca”. A distanza di due anni da una possibile spedizione punitiva sono state ammesse la settimana scorsa le prove del processo a carico del terzetto che il giorno della vigilia di ferragosto del 2019 a Montefiascone, assieme a un minorenne, avrebbe preso di mira il gestore di un locale, prima minacciato di morte e poi riempito di botte. Sul posto intervennero 118 e carabinieri.

I primi tre testimoni del pubblico ministero saranno sentiti il prossimo 24 marzo davanti al giudice Francesco Rigato. Da chiarire se il movente sia stato una spedizione punitiva. Gli inquirenti non escludono infatti che possa essersi trattato di una sorta di regolamento di conti per qualche presunto sgarbo commesso dalla vittima. 

Imputato principale un pregiudicato 55enne di Bolsena, attualmente detenuto dopo il via libera alla condanna definiva a otto anni di carcere per spaccio di cocaina, giunto lo scorso 20 gennaio dalla cassazione.

Uniti da legami di parentela col 55enne, tutti d’origine partenopea, gli altri due imputati sono un 32enne residente a Milano e un 38enne residente in provincia di Salerno.


Il giudice Francesco Rigato

Il giudice Francesco Rigato


Vittima della feroce aggressione il titolare di un locale sulla Verentana, che non si è costituito parte civile al processo. Gli imputati, difesi dagli avvocati Paolo Delle Monache e Daniela Damiano del foro di Milano, avrebbero portato con sé per l’appunto anche un minore, un diciassettenne pure lui di Napoli, che avrebbe preso parte a sua volta alla “spedizione punitiva” contro il barista.

Era il 13 agosto 2019 quando il quartetto si sarebbe presentato nel locale, dando in escandescenze e minacciando il barista con frasi come “ti sparo in bocca”, “ti brucio il bar”, “sei finito”, ammazziamo te e tutta la tua famiglia”. Lo avrebbero quindi aggredito procurandogli lesioni giudicate guaribili in cinque giorni da sanitari del pronto soccorso, mettendo a soqquadro il locale, motivo per cui sono accusati anche di danneggiamento. 

– “Ti sparo in bocca” al barista e poi giù botte, in tre a processo per minacce e lesioni in concorso

 


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11 ottobre, 2021

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