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Operazione "Oasi" - Dietro le sbarre Romolo Esposito, arrestato 10 anni fa nell'operazione Lions - Di etnia rom e parenti tra loro cinque dei sei banditi

Rapina al golf club di Aprilia, uno in carcere e due ai domiciliari gli arrestati viterbesi

di Silvana Cortignani
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Rapina golf club Aprilia - I tre arrestati a Vetralla e Montefiascone

I tre arrestati a Vetralla e Montefiascone: Romolo Esposito (in carcere), Redzep Bajrami e Argentino Esposito (entrambi ai domiciliari)


Viterbo – Rapina ai proprietari della tenuta agricola dell’ex golf club di Aprilia, tre dei sei banditi arrestati sono in carcere e tre ai domiciliari. 

Tre i viterbesi coinvolti nell’operazione Oasi, uno in carcere e due ai domiciliari.

Dietro le sbarre è finito Romolo Esposito, il 69enne raggiunto a Vetralla dalla misura di custodia cautelare del gip Giuseppe Molfese del tribunale di Latina, su richiesta della pm Daria Monsurrò.  Sono invece stati disposti i domiciliari per il 35enne Argentino Esposito, anche lui di Vetralla, così come per Redzep Bajrami, il 33enne macedone residente a Montefiascone.

Ai domiciliari anche il presunto basista cingalese 33enne Dinusha Kasun Mihindukulasuriya, residente a Ostia, mentre sono in carcere il 36enne Cemp Debarre di Bologna e il 38enne Angelo De Colombi di Fiumicino.

Si è invece tolto la vita l’altro basista, Supun Dawatage, 33 anni, originario dello Sri Lanka, cugino di Mihindukulasuriya e custode della tenuta, che si è suicidato durante una perquisizione dei carabinieri, lo scorso 9 marzo.

Romolo Esposito, Argentino Esposito, Angelo De Colombi, Redzep Bajrami e Cemp Debarre sono tutti di etnia rom, legati fra loro da vincoli di parentela.


Rapina golf club Aprilia - I tre non arrestati a Viterbo

I tre indagati non arrestati a Viterbo: Cemp Debarre, Angelo De Colombi e Dinusha Kasun Mihindukulasuriya


Vittime legate nella villa di Aprilia, poi di corsa a Roma

A distanza di un anno dal feroce colpo messo a segno l’11 luglio 2020 al civico 5 di via della Cogna, ad Aprilia, gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di rapina in abitazione in concorso, sequestro di persona aggravato e danneggiamento seguito da incendio.

Vittime Paolo Lanza e Marina Tugnoli, marito e moglie, una coppia di imprenditori romani del settore immobiliare, sorpresi dai banditi nella loro abitazione all’interno della tenuta dell’ex “Oasi Golf Club” di Aprilia attorno alle 22,30 e tenuti sotto sequestro assieme al guardiano cingalese, che sarebbe stato in realtà uno di due basisti dello Sri Lanka di cui si sarebbero serviti i cinque esecutori materiali della rapina. 


Rapinatori ai Parioli per razziare la cassaforte

I banditi avrebbero fatto irruzione coi volti travisati e armati di coltelli, legando marito, moglie e custode. Si sarebbero quindi impossessati di una pistola Glock, di una carabina, di due autovetture (Mercedes Clk e Fiat Doblò) e delle chiavi dell’abitazione romana dei Parioli.

Presso la casa di via Basento, ai Parioli, nella capitale, si sarebbero recati a fare razzia con una delle due vetture rubate Romolo Esposito, Angelo De Colombi e Cemp Debarre (svaligiando la cassaforte di gioielli per circa 20mila euro, un orologio del valore di circa 1.500 euro e contanti per circa 6mila euro), mentre Argentino Esposito e Redzep Bajrami restavano ad Aprilia a sorvegliare le vittime.  

L’auto usata per la trasferta capitolina è stata poi bruciata dai malviventi.


Sulle tracce di Romolo Esposito e del “clan” rom

Il dispositivo di video sorveglianza della tenuta (con registrazione video e audio) ha permesso di accertare come i rapinatori rimasti presso la villa e quelli andati a Roma avessero avuto contatti telefonici proprio durante le fasi della rapina.

La collaborazione con i militari del nucleo investigativo di Viterbo e i filmati hanno condotto all’identificazione di Romolo Esposito, pregiudicato noto nella Tuscia per il coinvolgimento nell’operazione Lions sfociata in 11 arresti il 10 settembre 2011, tra cui il suo, nell’ambito di una maxinchiesta per spaccio, usura, minacce e ricettazione. 

Sono quindi stati identificati i complici Argentino Esposito, Angelo De Colombi, Redzep Bajrami e Cemp Debarre, tutti di etnia rom legati fra loro da legati da vincoli di parentela.


Carabinieri

Operazione dei carabinieri


Traditi da filmati e telefoni cellulari

Seguendo le tracce di Romolo Esposito, i carabinieri hanno estrapolato alcune utenze verosimilmente utilizzate dai rapinatori e sono emersi contatti fra dette utenze ed il guardiano, grazie alle quali  sono stati accertati stretti contatti con un connazionale residente nella zona di Acilia.

Analizzando i flussi di comunicazione, è stato quindi individuato il gruppo di malviventi gravitanti nel Viterbese. 

Grazie a questi riscontri investigativi ha avuto inizio una attività tecnica che si è avvalsa anche della collaborazione del raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di Roma (sezione di  fonica, audiovideo e informatica) al fine di comparare le voci acquisite dai sistemi di video registrazione con quelle reali, le cui immagini sono state nitidamente  esaltate al fine di ottenere una comparazione univoca con gli indagati.


Il tragico suicidio del custode-talpa

Nel corso delle indagini, lo scorso 9 marzo, durante una perquisizione delegata dalla procura di Latina presso l’ex golf club della famiglia rapinata, a carico del custode cingalese Supun Dawatage nei confronti del quale oltre a rinvenire armi e droga erano emersi gravi indizi di reità in ordine al suo ruolo di basista simulando di essere parte offesa della rapina, l’uomo, 33 anni, si è barricato dentro una stanza suicidandosi con un colpo di arma da fuoco alla tempia.

Silvana Cortignani


– Rapina golf club di Aprilia, tre banditi su sei arrestati nel Viterbese


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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5 novembre, 2021

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