Viterbo – (sil.co.) – Assolto dopo sette anni un ragazzo, oggi 25enne, che aveva da poco compiuto 18 anni quando è stato ripetutamente denunciato dai genitori della ex fidanzatina, allora 16enne, per stalking, lesioni, tentata violenza sessuale e violenza sessuale. La difesa: “Il mio assistito aveva 18 anni. Ci sono voluti un incidente probatorio, un’udienza preliminare e dieci udienze al collegio”.
Secondo l’accusa l’imputato, tra settembre 2014 e gennaio 2015, non si sarebbe rassegnato alla fine della relazione e avrebbe continuato a perseguitare la minorenne, tentando anche di estorcerle rapporti sessuali completi con la forza.
Dopo ripetute denunce, la versione dell’allora minorenne fu cristallizzata il 26 ottobre 2015 in due ore di incidente probatorio, al termine del quale, secondo il difensore Matteo Moriggi, il quadro ne sarebbe uscito molto ridimensionato. Motivo per cui il legale, alla prima udienza del processo, il 3 luglio 2018, chiese di poter sentire nuovamente in aula la presunta vittima, diventata nel frattempo maggiorenne, richiesta rigettata.
Il processo si è chiuso mercoledì davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, che ha assolto il 25enne da tutte le accuse. Il pubblico ministero Chiara Capezzuto aveva chiesto una condanna a due anni e mezzo per stalking, lesioni e violenza sessuale e l’assoluzione dal reato di tentata violenza sessuale.
“Reati ostativi – ricorda il difensore, sottolineando la gravità delle accuse mosse al suo assistito – per cui in caso di condanna, da scontare in carcere”.
“Una vicenda andata avanti anni e anni – sottolinea il legale – che ha segnato la vita del mio assistito. Ci sono voluti un incidente probatorio, un’udienza preliminare, dieci udienze al collegio prima che i giudici, sicuramente con una decisione forte ma giusta, riuscissero a riportare questa situazione a quello che è sempre stato, ovvero litigi tra adolescenti, stupidaggini da coppietta, che niente hanno a che fare col processo penale”.
“Va bene tanta attenzione sia mediatica che giudiziaria su queste cose, però non deve diventare che un litigio tra adolescenti sono sei anni di collegio penale – avverte Moriggi – come ho sempre detto fin dal primo giorno si trattava di fidanzatini che litigavano”.
L’avvocato Matteo Moriggi
Secondo l’accusa, dopo la fine della relazione, nel 2014, il ragazzo avrebbe cominciato a comportarsi in maniera ossessiva, diventando manesco e sempre più aggressivo, alternando vessazioni e richieste di perdono, tra schiaffi, piazzate in pubblico e scenate di gelosia. La vittima sarebbe stata picchiata più volte e anche violentata. L’ex l’avrebbe presa per i capelli, sbattuta addosso a una macchina, rinchiusa nell’androne del suo palazzo.
“Si è trattato di un incidente probatorio parziale – ha sempre sostenuto l’avvocato Moriggi – senza che sia stata disposta una perizia clinica sull’attendibilità della presunta vittima, dal quale sono emersi serissimi dubbi sulla credibilità della stessa, passata dal raccontare ripetute violenze sessuali a un solo bacio”.
“E’ mancato il contraddittorio, con relativa violazione dei diritti della difesa – prosegue il legale – dal momento che sì, è vero, il giudice per le indagini preliminari ha consentito alla difesa di presentare un’ampia lista di domande, peccato che la gran parte non sia stata ammessa”.
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