Viterbo – Aquilanti, in salvo società, filiali e posti di lavoro. “Resta solo l’amaro in bocca – spiegano i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs – per gli stipendi che non sono ancora stati presi dai lavoratori e che verranno dilazionati nei prossimi mesi e in più rate”. Sindacati che tuttavia, in accordo con gli stessi operai, hanno revocato lo sciopero ad oltranza proclamato a Natale quando la situazione sembrava precipitata e volgere al peggio con la liquidazione dell’azienda come unico scenario probabile.
A fine anno invece il rapido capovolgimento di fronte con un nuovo soggetto imprenditoriale sulla scena e la possibilità di salvare i posti di lavoro rimasti. Ieri la riunione in prefettura al palazzo del Governo di piazza del comune a Viterbo e la buona notizia. “Lo sciopero ad oltranza verrà revocato questa mattina – hanno detto Donatella Ajala di Filcams, Guido Calà di Fisascat ed Elvira Fatiganti della UilTucs Viterbo -. Da domani i lavoratori potranno di nuovo tornare ai loro posti. La società non è più in liquidazione e l’occupazione è stata salvaguardata. Verranno anche riaperte le filiali che erano state chiuse a novembre”.
Viterbo – I lavoratori di Aquilanti
In prefettura, assieme ai sindacati e al vice prefetto Malerba, c’erano anche i legali e i vertici della Aquilanti, società di termoidraulica tra le più importanti del centro Italia con oltre 50 anni di storia sul territorio. Dopo una lunga fase di crisi e il tentativo di inserire nella compagine societaria nuovi soggetti imprenditoriali, a Natale sembrava che la Aquilanti dovesse essere liquidata e i lavoratori messi in disoccupazione. A fine anno, invece, la notizia dell’ingresso di un nuovo soggetto imprenditoriale con il salvataggio dei posti di lavoro. Un’azienda che fino a un paio di anni fa aveva pressapoco 120 dipendenti, ridotti attualmente a 52, tra Toscana, Umbria e Lazio, di cui 22 su Viterbo.
“Molti si sono dimessi lungo tutto questo periodo di crisi – commentano i sindacalisti Ajala, Calà e Fatiganti – e in alcune filiali c’è un problema legato all’assenza di figure professionali essenziali, come i dirigenti o i direttori di vendita. Comunque sia i posti di lavoro sono stati salvaguardati e questo di suo è motivo di ottimismo anche in vista del futuro dell’azienda su cui vigileremo nei prossimi mesi, così come farà la prefettura stessa. Il tutto con la massima fiducia nei confronti della Aquilanti e del percorso che è stato avviato”.
Aquilanti
“Amaro in bocca” invece per gli stipendi dei mesi scorsi. “I lavoratori – sottolineano i sindacati – non prendono lo stipendio da ottobre. E stiamo parlando di persone e famiglie che come tutti stanno subendo anche le conseguenze della crisi economica dovuta alla pandemia. C’è un’esigenza economica reale. Tuttavia l’azienda pagherà gli stipendi mancanti nel corso dei prossimi mesi, a partire dall’ultima parte di ottobre. Ci aspettavamo al massimo due rate, ma non è stato possibile fare altro”.
Viterbo – I lavoratori di Aquilanti in sciopero davanti alla prefettura
Restano poi aperti due problemi. Il primo riguarda le filiali. “A novembre sono state chiuse dalla società una decina di filiali su tutto il centro Italia – fanno notare Filcams, Fisascat e UilTucs Viterbo -. Durante la riunione in prefettura ci è stato detto che sette riapriranno subito e tre a febbraio. Alcune di queste hanno problemi di personale. E siccome a Viterbo la parte logistica dell’azienda pare venga chiusa, è possibile che ad alcuni lavoratori venga proposto il trasferimento in altre filiali”.
Ultima questione, la cassa integrazione. Fino alla fine del 2021 i lavoratori hanno ottenuto la cassa integrazione straordinaria, la cassa integrazione a zero ore e la cassa integrazione Covid. L’ultima è finita a dicembre, la seconda riguarda gli operi delle filiali chiuse “che – fanno notare i sindacalisti – verranno richiamati al lavoro”, e la terza “i lavoratori rimasti. La cassa integrazione in questo caso resta aperta fino al 12 marzo e finora è stata portata avanti prevalentemente a rotazione. E anche qui va presa una decisione capendo bene cosa fare anche in base agli sviluppi futuri dell’azienda”.
Daniele Camilli
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